in audizione sul Dfp

Bankitalia: "La prudenza dei conti non è sufficiente senza riforme"

"Sui margini limitati pesa il debito più che le regole Ue"

© Tgcom24 | Bankitalia, debito record

© Tgcom24| Bankitalia, debito record

"Sarà cruciale monitorare in modo accurato l'andamento delle spese, tenendo conto che una crescita dei prezzi più accentuata di quella prevista renderebbe ancora più difficoltoso rispettare il percorso di consolidamento programmato". Lo afferma la Banca d'Italia, in audizione sul Documento di finanza pubblica presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. "La politica di bilancio italiana sarà chiamata ad adempiere agli impegni internazionali sottoscritti in materia di difesa e a far fronte alla necessità di attenuare l'impatto della crisi energetica su famiglie e imprese. La risposta allo shock energetico andrebbe limitata a interventi mirati e di entità e durata contenute", aggiunge.

"La prudenza nella gestione dei conti pubblici e la volontà di rispettare il nuovo quadro di regole europeo sono state apprezzate sia dagli investitori - con una riduzione marcata del differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e quelli tedeschi - sia dalle agenzie di rating - che nel 2025 hanno rivisto al rialzo la valutazione del merito di credito dello Stato italiano. Da questi sviluppi possono trarre vantaggio anche le banche, le imprese e le famiglie, che beneficiano di un minore costo dell'indebitamento". Ad affermarlo è Andrea Brandolini, capo del Dipartimento Economia e Statistica della Banca d'Italia. "Per quanto fondamentale, la prudenza nella gestione dei conti pubblici non sarà sufficiente, se non sarà accompagnata da un'azione di riforma che crei le condizioni favorevoli all'innovazione e alla crescita della produttività", aggiunge Brandolini.

"I limitati margini a disposizione derivano, prima ancora che dalle regole della governance europea, dall'esigenza di porre il debito in rapporto al prodotto su un sentiero discendente. Secondo il quadro tendenziale del Dfp, ciò avverrebbe dal 2027. Sarebbe un segnale positivo di grande importanza, anche per la fiducia dei risparmiatori e per la valutazione che si dà del nostro paese sui mercati finanziari", continua poi il capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia.