
Grazia a Nicole Minetti, il Quirinale chiede chiarimenti al Ministero della Giustizia | Attivata l'Interpol "con la massima urgenza"
L'ex consigliera regionale in Lombardia aveva ottenuto la grazia da parte del presidente della Repubblica

La Procura generale è già al lavoro per chiarire la vicenda della grazia concessa all'ex consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti. "Attivata anche l'Interpol con massima urgenza" fanno sapere gli inquirenti. Il mandato a svolgere nuovi accertamenti è arrivato nel tardo pomeriggio del 27 aprile dal Ministero di Giustizia dopo che il Quirinale con una nota aveva chiesto di fare luce sulla fondatezza di alcuni articoli di stampa.
I fatti -
Tutto ruota intorno a un'inchiesta del Fatto Quotidiano, che ha messo in dubbio i presupposti sui quali si fondava la richiesta di grazia ottenuta dalla Minetti dopo una condanna a 3 anni e 11 mesi, ossia la necessità di accudire in Uruguay un bambino orfano e bisogno di cure costanti impossibili in Italia. Secondo il giornale però, il minore avrebbe i genitori, anche se della madre non si hanno notizie da un paio di mesi e il padre sarebbe detenuto in carcere. Elementi, precisano dal Ministero, che non sono presenti negli atti dell'istruttoria prodotta per la valutazione della richiesta di grazia.
Anche per la Procura non ci sono anomalie anche se la documentazione è stata realizzata senza compiere indagini all'estero. È su quegli atti che il Quirinale si è basato per la concessione del provvedimento di clemenza non avendo il Colle poteri istruttori. "Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento: dalle modalità di adozione all'estero alla morte del legale della madre biologica - fanno sapere da Palazzo di Giustizia - se necessario procederemo con una rogatoria internazionale".
La replica -
Respinge accuse e sospetti Nicole Minetti: sono "prive di fondamento e gravemente lesive della mia reputazione personale e familiare" replica e annuncia azioni legali.