
Grazia a Nicole Minetti, il Quirinale chiede chiarimenti al Ministero della Giustizia | L'ex consigliera regionale: "Percorso adottivo nel rispetto della legge"
Arrivano le smentite degli ospedali di Padova e del San Raffaele di Milano: il bambino non in cura da loro. Meloni: mi fido di Nordio

La Procura generale è già al lavoro per chiarire la vicenda della grazia concessa all'ex consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti. "Attivata anche l'Interpol con massima urgenza" fanno sapere gli inquirenti. Il mandato a svolgere nuovi accertamenti è arrivato dal ministero di Giustizia dopo che il Quirinale con una nota aveva chiesto di fare luce sulla fondatezza di alcuni articoli di stampa.
La ricostruzione dei fatti: il bambino, l'Uruguay e gli ospedali -
Tutto ruota intorno a un'inchiesta del Fatto Quotidiano, che ha messo in dubbio i presupposti sui quali si fondava la richiesta di grazia ottenuta dalla Minetti dopo una condanna a tre anni e 11 mesi, ossia la necessità di accudire in Uruguay un bambino orfano e bisogno di cure costanti impossibili in Italia, in un ospedale padovano e in una struttura milanese. Secondo il giornale però, il minore avrebbe i genitori, anche se della madre non si hanno notizie da un paio di mesi e il padre sarebbe in carcere. Elementi, precisano dal Ministero, che non sono presenti negli atti dell'istruttoria prodotta per la valutazione della richiesta di grazia.
Anche per la Procura non ci sono anomalie anche se la documentazione è stata realizzata senza compiere indagini all'estero. È su quegli atti che il Quirinale si è basato per la concessione del provvedimento di clemenza non avendo il Colle poteri istruttori. "Tutte le circostanze sono oggetto di accertamento: dalle modalità di adozione all'estero alla morte del legale della madre biologica - fanno sapere da Palazzo di Giustizia - se necessario procederemo con una rogatoria internazionale".
La replica di Nicole Minetti: "Non ho fatto nulla di sbagliato" -
"Smentisco categoricamente di aver mai intrapreso contenziosi con i genitori biologici di mio figlio, che non ho mai conosciuto". A dirlo è Nicole Minetti in una nota nel tardo pomeriggio. "L'intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge - aggiunge - seguendo la procedura ordinaria, dalla fase di pre-adozione fino all'affidamento definitivo, come documentalmente dimostrato e allegato". "Le ricostruzioni diffuse da alcuni organi di stampa - continua Minetti - risultano pertanto infondate e lesive, oltre che in contrasto con le norme e gli stessi principi deontologici a tutela dei minori. Ritengo doveroso intervenire per tutelare la mia persona, la mia famiglia e soprattutto mio figlio, gravemente esposti a una indebita e ingiustificata esposizione mediatica", aggiunge la donna. "Sono state diffuse ricostruzioni false, gravemente lesive della mia reputazione, accompagnate dalla divulgazione di informazioni riguardanti un minore che, per legge, non avrebbero mai dovuto essere rese pubbliche, in palese violazione dei principi posti a tutela dei minori". Minetti precisa inoltre "di non essere mai stata indagata né di aver mai ricevuto comunicazioni di indagini a mio carico, né in Uruguay né in Spagna".
Nordio a Palazzo Chigi -
Poco prima il ministro della Giustizia Carlo Nordio a Palazzo Chigi era stato ricevuto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Durato circa un'ora, si sarebbe trattato, secondo quanto viene riferito, di un incontro già in programma, focalizzato su provvedimenti in materia di giustizia. Secondo quando riportato ancora da fonti di stampa, a gestire il fascicolo del ministero dopo la richiesta della grazia, a fine 2025, sarebbe stata Giusy Bartolozzi, già fedelissima del ministro Nordio e dimessasi dopo il referendum proprio sulla riforma della giustizia.
La smentita dell'ospedale di Padova e i dubbi sul San Raffaele di Milano -
Il professor Luca Denaro, direttore dell'Uoc Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale dell'Azienda Ospedale Università Padova, "ribadisce di non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino". A riferirlo una nota dell'azienda ospedaliera universitaria di Padova. Il nome di Denaro figura nella ricostruzione giornalistica circa il percorso che ha portato alla concessione della grazia presidenziale all'ex igienista dentale e consigliera Regionale in Lombardia, Nicole Minetti. Secondo quanto afferma l'agenzia Ansa non ci sarebbe traccia del minore affidato a Nicole Minetti ufficialmente nei database dell'ospedale San Raffaele di Milano.
Le parole di Meloni In serata, durante la conferenza stampa dopo il varo del decreto Primo Maggio, ha parlato anche Giorgia Meloni: "Mi fido del ministro Carlo Nordio - ha detto - e per quello che riguarda la conferma della grazia credo che la competenza non sia la mia. Questo procedimento non ha seguito in niente un iter diverso da quello che hanno seguito gli altri procedimenti e quindi è stato portato avanti nel rispetto della legge, nel rispetto della prassi. Chiaramente sono poi emersi altri elementi".