
Decreto lavoro, via libera del Consiglio dei ministri: incentivi per chi assume e lotta al caporalato | Meloni apre a nuovo taglio delle accise
La Premier: "Valutiamo una proroga, forse più breve. Aiuterà di più il gasolio"

Via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto Lavoro varato in vista del Primo maggio e che contiene le misure sul salario giusto, gli incentivi all'occupazione e il contrasto al caporalato digitale. Il provvedimento, messo a punto durante un vertice a Palazzo Chigi, stanzia circa 934 milioni di euro, in buona parte già previsti in Bilancio. I fondi saranno destinati, tra le altre cose, alla proroga dei bonus sulle assunzioni - riservati solo alle aziende che applicano il "salario giusto" - di giovani, donne e di soggetti residenti nell'area Zes. Previste, inoltre, la lotta al caporalato per chi lavora con le piattaforme digitali e più tutele ai rider.
La premier Meloni: "Quasi un miliardo di incentivi occupazionali" -
"Il decreto legge che abbiamo approvato in Consiglio dei ministri è un tassello di una strategia molto più ampia che il governo ha portato avanti dal suo insediamento e che ha l'obiettivo di sostenere la creazione di maggiore occupazione ma anche di occupazione stabile e di qualità" - ha affermato la premier Giorgia Meloni al termine del Consiglio dei ministri. "Il decreto legge stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali" - ha aggiunto Meloni.
Agevolazioni fiscali per chi assume giovani e donne -
Il provvedimento prevede uno sgravio contributivo fino a 24 mesi per le aziende che assumono, fino al 31 dicembre 2026, a tempo indeterminato donne e giovani under 35 disoccupati da almeno 24 mesi o appartenenti a categorie svantaggiate. Lo sgravio può arrivare fino a 650 euro al mese per l'assunzione aggiuntiva di donne e fino a 500 euro al mese per quella di giovani. Previsto, inoltre, un bonus fino a 650 euro sulle assunzioni aggiuntive e a tempo indeterminato nelle piccole aziende della Zes unica per il Mezzogiorno che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.
Sgravi fiscali solo per le aziende che applicano "il salario giusto" -
La novità più rilevante del testo è la norma che prevede che "l'accesso ai benefici previsti dal presente decreto è consentito in caso di trattamento economico individuale corrisposto non inferiore al trattamento economico complessivo "Tec" definito dai contratti nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, avuto riguardo al settore e alla categoria produttiva di riferimento". Una modalità, quest'ultima, che assicurerebbe a tutti i lavoratori di una categoria il Tec (comprensivo delle voci che si sommano ai minimi di retribuzione) individuato di fatto dai contratti firmati da Cgil, Cisl e Uil, che il decreto definisce "salario giusto". La limitazione dei bonus alle aziende che applicano il cosiddetto "salario giusto" renderebbe, di conseguenza, poco conveniente ricorrere ai "contratti pirata".
Negli "incentivi occupazionali" previsti dal decreto lavoro - ha affermato la premier Giorgia Meloni - c'è "una novità molto importante: a quegli incentivi si può accedere solo se si riconosce e si applica ai lavoratori il salario giusto: si intende il trattamento economico complessivo percepito dal lavoratore, non composto solo dal salario orario ma da tutti gli elementi economici che concorrono a formare il contratto in favore del lavoratore".
Il "salario giusto" un quasi salario minimo -
Di fatto, il "salario giusto" diventerebbe molto simile al salario minimo. Seppur non fissato dalla legge, come richiesto dal centrosinistra, bensì dai contratti stessi. Nel decreto si legge, infatti, che i contratti stipulati da organizzazioni che non siano tra quelle più rappresentative non possono stabilire un Tec inferiore a quello indicato nei contratti firmati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Si afferma, inoltre, che nei settori non coperti da contrattazione collettiva il Tec "non può essere inferiore" a quello previsto dal contratto "maggiormente connesso all'attività effettivamente svolta dal datore di lavoro".
Lotta al ritardo nel rinnovo dei contratti -
Per combattere il ritardo nel rinnovo dei contratti, il decreto stabilisce che, entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni debbano essere comunque adeguate al 50% dell'inflazione Ipca, al netto dei prezzi energetici importati.
Più tutele ai rider e lotta al caporalato -
Contro il caporalato per chi lavora per conto di piattaforme digitali, in particolare i rider, il testo prevede che l'accesso alle stesse piattaforme da parte del lavoratore possa avvenire solo con Spid e Cie (identità digitali ufficiali italiane) o con l'autenticazione a più fattori. Previsti, inoltre, l'obbligo di fornire ai lavoratori le informazioni sul funzionamento dell'algoritmo e il divieto di cessione dell'account.
Il Piano Casa -
"Entro la fine di questa settimana" ha aggiunto la premier Giorgia Meloni, sarà varato "il famoso Piano casa, misura dedicata anche ovviamente al mondo del lavoro".
Meloni apre a nuovo taglio delle accise -
Il governo sta valutando "un'ulteriore proroga" del taglio delle accise", che potrebbe essere "più breve delle precedenti" e "non più in maniera orizzontale: il gasolio ha avuto un aumento più significativo della benzina" e quindi il taglio "potrebbe impattare più sul gasolio che sulla benzina, per avere un impatto meglio distribuito" - ha aggiunto la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa. "Seguiamo il tavolo negoziale - ha spiegato - cerchiamo di tenerci abbastanza ancorati all'andamento della situazione ma non abbiamo ancora definito la tempistica precisa delle settimane a cui si riferirà la proroga del taglio".