"Se la guerra finisse oggi l'impatto varrebbe 0,1-0,3 punti percentuali di mancata crescita. Con una guerra più lunga, già fino a fine anno, potremmo trovarci nella più grave crisi energetica della storia, probabilmente sarebbe una crisi sistemica". Lo ha detto Alessandro Fontana, direttore del Centro studi di Confindustria, in audizione sul Documento di Finanza Pubblica alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.
"Con chiusura parziale o totale Hormuz autonomia globale 6-11 mesi" -
"La chiusura sia parziale che totale dello stretto di Hormuz consente un'autonomia a livello globale dai 6 agli 11 mesi, di cui 2 sono già trascorsi", ha detto inoltre Fontana, illustrando i due scenari analizzati di chiusura dello stretto all'80% e al 100%. Il direttore del Centro studi di Confindustria ha parlato di un "quadro generale molto particolare perché siamo in una situazione di guerra che mette a rischio una quota molto importante del petrolio mondiale". "Se la guerra arrivasse fino a giugno rischiamo di avere un aumento dei costi di circa 7 miliardi, se arrivasse fino a fine anno arriviamo quasi al 7,6% di incidenza, con un aumento di quasi 21 miliardi", ha detto. "È fondamentale la durata di questa guerra, se fosse breve si può gestire, altrimenti se durasse più a lungo" tutto sarebbe "più problematico con il rischio di diventare una crisi sistemica", ha detto Fontana. "Qualche indicazione la stiamo già avendo sui dati di marzo: l'inflazione in Italia è salita di 0,2 punti, un elemento positivo, ma come già visto nel 2022, in Italia l'inflazione sale un po' più a fatica ma poi si porta anche a livelli più alti" del resto d'Europa.
"Vulnerabili sull'energia, serve strategia come Pnrr e piano d'emergenza" -
"La nostra principale vulnerabilità è l'energia e resterà tale per altri anni: è importante adesso - visto che è la seconda volta che accade in pochi anni - mettere a terra una strategia per superarla che sia a milestone e target, come il Pnrr, fissando dei tempi e degli obiettivi, altrimenti rischiamo di trovarci molte altre volte in situazioni come questa anche se questa dovesse risolversi nel migliore modo possibile", ha aggiunto Fontana, che ha suggerito anche "un piano di emergenza, perché contano molto i tempi di reazione, per poter affrontare un'emergenza con un set" di interventi.
"Scostamento per aiuti proporzionati alle imprese e proroga accise" -
Scostamento di bilancio per aiuti di intensità proporzionata agli aumenti dei costi di gas ed elettricità fino a dicembre 2026 per tutte le imprese in media, alta e altissima tensione e aiuti mirati e di maggiore intensità per le imprese elettrivore e gasivore. Sono alcune delle proposte emergenziali in materia di energia a livello nazionale proposte da Confindustria in audizione sul Dfp. Nelle slide illustrate dal direttore del Centro studi di Confindustria si propone anche di prorogare il taglio delle accise carburanti in scadenza il 2 maggio.
Tra le proposte di Confindustria c'è anche quella di aumentare il credito di imposta per l'autotrasporto merci, estendendone l'applicazione anche al trasporto passeggeri; aiuti mirati per il trasporto aereo e marittimo. Inoltre, sblocco immediato di tutte le procedure autorizzative pendenti riguardanti le fonti rinnovabili; riforma della normativa e semplificazione delle procedure per portare le rinnovabili al 60% nel mix italiano entro il 2030; autorizzare l'utilizzo di vettori energetici alternativi fino a dicembre 2026 per gli impianti industriali in Aia. Tra le altre proposte figurano poi: far partire il nuovo iperammortamento; riduzione strutturale della tassazione sulle imprese, con Ires ridotta per investimenti; attivare il risparmio privato - di famiglie e investitori istituzionali - per favorire il finanziamento del sistema produttivo e infrastrutturale domestico e sostenere investimenti utili alla collettività; rendere operative le misure per il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese impattate dal rincaro dei costi energetici o dalle conseguenze del conflitto, previste dal dl Carburanti. In tema di spesa farmaceutica, introdurre nell'ambito del Testo Unico della Farmaceutica, attualmente in discussione al Senato, un nuovo sistema di governance che garantisca accesso rapido all'innovazione, sostenibilità del SSN e rafforzamento della competitività dell'industria farmaceutica italiana, asset strategico con oltre 69 miliardi di export.