In una clinica privata

Ravenna, gamba amputata nonostante la protesi al ginocchio: arriva il maxi-risarcimento

Dopo l'intervento, per sei anni non gli hanno diagnosticato un'infezione: da lì è iniziato il calvario tra problemi e dolori

© ansa

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L’operazione per una protesi al ginocchio si è trasformata in un incubo in una clinica privata a Ravenna. Un calvario durato sei anni, tra infezioni e dolori estenuanti, che si è concluso con l’amputazione della gamba. Il paziente aveva un’infezione, ma per sei anni nessuno l'aveva diagnosticata. Da lì è iniziata una causa con la struttura privata che ha portato a un maxi risarcimento: ben 650 mila euro.

L'infezione tardivamente diagnosticata -

 - Come spiega il Corriere della Sera, l’uomo, nonostante l’apparente assenza di complicazioni dell’intervento di artroprotesi del ginocchio sinistro eseguito nel mese di aprile 2013 a Ravenna, aveva in realtà contratto un’infezione "tardivamente diagnosticata".

Non solo: nei mesi successivi al primo intervento chirurgico iniziava a riscontrare notevole rigidità, deficit di flessione, "comparsa di tumefazione della regione rotulea esterna, con fuoriuscita di materiale purulento, dolore e difficoltà di deambulazione", che comportavano la necessità di numerosi altri interventi revisionali, l’ultimo dei quali nel settembre del 2019.

Il maxi risarcimento -

 Il giudice, nel procedimento civile, si è avvalso di una perizia medico-legale che ha spiegato l’iter che ha portato all’amputazione. Il professionista ha chiarito che, se fosse stato curato a dovere, non ci sarebbe stato bisogno dell’intervento in extremis che lo ha reso invalido a vita.

Per il giudice appare plausibile che, qualora si fosse tenuto il giusto comportamento terapeutico da parte dei medici che lo hanno operato nel 2013, "il danno alla persona si sarebbe evitato". Per questi motivi, il 67enne ora dovrà essere risarcito con circa 650 mila euro.

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