il Messaggio

"La prima cosa che ho notato entrando nell'hotel è stata l'arroganza": il manifesto choc prima della sparatoria a Washington

L'aggressore avrebbe spedito ai familiari un manifesto contro Donald Trump pochi minuti prima di aprire il fuoco

© Da video

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Pochi minuti prima dell'attacco alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca, l'aggressore avrebbe inviato ai familiari un manifesto dai toni estremi e violenti. Nel testo, diffuso dal New York Post, l'uomo si definisce un "assassino federale gentile" e motiva la sua azione con un duro attacco politico rivolto contro Donald Trump.

Le frasi allarmanti -

 Nel manifesto l'autore respinge ogni riferimento alla non violenza e giustifica l'uso delle armi come risposta all'oppressione. "Porgere l'altra guancia serve quando si è oppressi in prima persona. Io non sono una persona violenta in un campo di detenzione. Non sono l'adolescente abusata dai molti criminali dell'amministrazione", scrive nel messaggio.

L’attacco politico -

 Il testo prosegue con accuse pesanti e con una presa di posizione radicale contro l'idea di restare passivi di fronte alle ingiustizie. "Porgere l'altra guancia quando è qualcun altro a subire l'oppressione non è un comportamento cristiano, è complicità ai crimini dell'oppressore", afferma l'aggressore nel manifesto inviato circa dieci minuti prima dell’attacco. Nel messaggio Allen giustifica il gesto come una risposta ai presunti crimini dell'ex presidente. "Non sono più disposto a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani dei suoi crimini", avrebbe scritto, riferendosi apparentemente a Trump. Parole durissime che rafforzano la matrice politica dell’attacco.

Le falle nella sicurezza -

 Nel documento vengono anche denunciate presunte gravi lacune nei controlli del Washington Hilton, sede dell'evento. L'uomo parla di una sicurezza "folle" e sostiene che nessuno avrebbe notato l'ingresso di armi all'interno dell'hotel. "La prima cosa che ho notato entrando nell'hotel è stata l'arroganza. Entro con diverse armi e nessuno lì dentro prende in considerazione la possibilità che io possa rappresentare una minaccia", avrebbe scritto. Secondo il manifesto, la sorveglianza sarebbe stata concentrata solo all'esterno, lasciando scoperti altri punti sensibili. "La sicurezza all'evento è tutta all'esterno, concentrata sui manifestanti e sui nuovi arrivati, perché a quanto pare nessuno ha pensato a cosa succederebbe se qualcuno si presentasse il giorno prima", si legge ancora. L’autore definisce "assurdo" il livello di incompetenza.

Le indagini -

 Gli investigatori stanno ora analizzando il contenuto del messaggio per ricostruire il movente dell'azione armata e verificare eventuali collegamenti con ambienti estremisti o con una pianificazione più ampia. Il manifesto è considerato un elemento centrale per comprendere la matrice del gesto.

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