Trentacinque dollari, è questa la cifra di partenza per acquistare un passaporto italiano in formato digitale sul dark web. Poco meno di 30 euro per entrare in possesso di un documento che può aprire la strada a furti d’identità e truffe. Ma non ci si ferma qui, perché il prezzo sale rapidamente e non di poco se si vuole un passaporto fisico, che sia autentico rubato o contraffatto con ologrammi e filigrane: si arriva in media a 1.500 dollari. È quanto emerge da un’analisi condotta da NordVPN insieme a NordStellar, che ha esaminato circa 75 mila annunci nei mercati illegali online. Il risultato è chiaro: i documenti italiani sono tra i più richiesti e costosi a livello globale. Non solo passaporti, ma anche veri e propri pacchetti completi di dati personali, i cosiddetti "fullz", che includono carta d’identità, patente e indirizzo email, venduti a oltre 108 euro.
Un mercato criminale strutturato -
Dietro questi numeri si nasconde un sistema organizzato. Gli hacker raccolgono dati da violazioni di siti e app, costruendo profili completi pronti per la vendita. I "fullz" italiani partono da circa 90 dollari e permettono ai criminali di tentare accessi a conti bancari, servizi pubblici e piattaforme digitali. Il valore cresce ulteriormente quando si passa ai documenti fisici: oltre ai 1.500 dollari per il passaporto, una carta d’identità può arrivare a 1.800 dollari e una patente a 1.200. L’Italia condivide con la Germania i prezzi più alti al mondo in questo segmento. Anche altri dati personali hanno un mercato attivo: un account Binance italiano può valere 160 dollari, molto più dei circa 14 dollari necessari per una carta di credito, mentre profili social e abbonamenti streaming vengono venduti a poche decine di dollari.
Perché i dati italiani valgono di più -
Secondo gli esperti, la domanda elevata dipende da diversi fattori. I dati italiani sono più rari rispetto ad altri Paesi, soprattutto rispetto agli Stati Uniti, dove il volume di furti è molto più alto. Inoltre, le normative europee sulla sicurezza dei pagamenti rendono più complesso ottenere queste informazioni, aumentando il loro valore sul mercato illegale. A questo si aggiungono fattori interni: una popolazione mediamente più anziana, una cultura digitale meno diffusa e investimenti in cybersecurity inferiori rispetto ad altri Paesi avanzati. Il risultato è un bersaglio considerato appetibile dai cybercriminali, con oltre 2,2 milioni di alert registrati nel 2025 e un fenomeno in costante crescita.