"Abbia coraggio: strappi la patente da solo". Lo sfogo è quello della mamma di Giulia, la più giovane delle tre vittime dello schianto in autostrada dell’agosto 2025. Quel giorno un camionista, che stava facendo dei video per TikTok, perse il controllo del mezzo tamponando l’ambulanza dei volontari della Misericordia di Montevarchi. Non ci fu niente da fare per loro: morti sul colpo, insieme ad un paziente che stavano trasportando.
Le famiglie hanno chiesto alla procura di Arezzo di intervenire con misure più drastiche rispetto al patteggiamento che aveva portato ai cinque anni di reclusione per l'uomo alla guida. Il pm ha detto no all’ergastolo della patente, ma le famiglie non ci stanno. "Assurdo: per tre vite, tre anni senza patente".
"Una legge da cambiare" -
Come riporta La Nazione, la rabbia è palpabile: "Mi dispiace tantissimo per la decisione del magistrato. Per una madre che ha perso la figlia in un incidente provocato dalla condotta di un camionista che pensava ai video sui social invece di guardare la strada, è difficile comprenderne la logica, al di là di quello che stabilisce la legge. Ed è ancor più incomprensibile constatare che ora non c’è più nulla da fare, almeno al momento, perché la richiesta di revoca definitiva della patente era l’ultimo atto che potevamo presentare per fare in modo che quell’uomo non tornasse più al volante".
Il maxi-tamponamento sulla A1 -
Secondo quanto accertato dalla polizia stradale, il camionista avrebbe utilizzato il telefono cellulare per registrare video destinati ai social, in particolare TikTok, mentre era alla guida del mezzo pesante sull'A1 il giorno dell'incidente. Una distrazione che, secondo quanto riporta il quotidiano Il Corriere di Arezzo, sarebbe stata ritenuta decisiva nell'impatto contro il mezzo di soccorso: la procura ha contestato il reato di omicidio stradale plurimo aggravato dalla colpa cosciente, ritenendo che l'uomo fosse consapevole dei rischi legati al suo comportamento.