"Come i partigiani che non si lasciarono intimidire da attacchi, retate, rappresaglie, continueremo la nostra lotta per la loro memoria e per preservare il loro lascito: la Repubblica democratica fondata sul lavoro e la sua Costituzione, contro ogni nazifascismo, autoritarismo, suprematismo, per la Pace, la Libertà e l'Uguaglianza".
Lo afferma il comitato provinciale dell'Anpi di Roma "sul grave atto di violenza", avvenuto ieri mentre era in corso la "partecipatissima" Festa della Liberazione dal nazifascismo, con l'esplosione "di tre colpi di pistola ad aria compressa contro due persone che avevano al collo i fazzoletti dell'Anpi".
La nota di solidarietà -
"Esprimiamo la più viva solidarietà e vicinanza - prosegue in una nota l'Anpi di Roma - alle vittime della vile aggressione e la più ferma condanna del gesto terrorista che li ha colpiti in quanto rappresentanti dell'Anpi individuati dal loro fazzoletto simbolo dell'Associazione Partigiani nel giorno della Liberazione". "Siamo di fronte - sostiene l'Anpi - a un attacco alle persone, all'Associazione per quello che rappresenta, ai partigiani e alle partigiane e alla loro memoria storica e quindi alla Repubblica nata dalla Resistenza e dalla Guerra di Liberazione. Non si conoscono ancora gli autori del gesto, attendiamo gli esiti delle indagini che ci auguriamo - conclude la nota - portino alla loro pronta identificazione e consegna alla giustizia".
Cosa è accaduto -
Nel primo pomeriggio del 25 Aprile, a Roma, un uomo e una donna iscritti all'Anpi sono stati colpiti da piombini sparati con una pistola ad aria compressa. Si trovavano in via delle Sette Chiese, nei pressi del Parco Schuster, dove era ancora in corso la manifestazione per il 25 aprile. La coppia indossava il fazzoletto dei partigiani e stava cercando un bar o una gelateria quando un ragazzo, a bordo di uno scooter chiaro, con casco integrale e giacca verde militare, si è avvicinato e ha sparato da circa dieci metri. Tre i colpi esplosi: due hanno raggiunto il marito al collo, uno la moglie alla spalla. Entrambi hanno riportato ferite lievi, sono stati medicati e non sono in pericolo di vita, ma sono sotto shock.
Nella zona tra via delle Sette Chiese e viale Ostiense sarebbero stati rinvenuti alcuni piombini bianchi, che potrebbero essere quelli sparati dall'arma utilizzata. La Procura di Roma attende una prima informativa: l'ipotesi di reato è lesioni aggravate, senza escludere ulteriori valutazioni.
Crosetto: "Una volta nell'Anpi c'erano partigiani veri" -
"Il 25 Aprile ho sempre festeggiato la liberazione dal nazifascismo. Non oggi che sono ministro. Lo festeggiavo già da giovane sindaco del mio comune nel 1991, ricevendo dallo storico presidente Anpi locale, il geometra Giovanni Ghigo, socialista del PSI, ex partigiano, la tessera onoraria, ogni anno. La numero 1 era riservata al sindaco da sempre. Anche nei 5 anni nei quali il sindaco era stato il figlio dell'ex Podestà. Erano anni nei quali nell'Anpi c'erano i partigiani veri, quelli che avevano combattuto, quelli che avevano rischiato la vita". Così il ministro della difesa, Guido Crosetto, in un post su X.
"Quella tessera era qualcosa di importante, vero, serio, perché era un pezzo di storia vissuta. Mai a nessuno di loro sarebbe venuto in mente di allontanare dalla cerimonia, che facevamo davanti al municipio, la bandiera di qualcuno che stava combattendo per la propria libertà, come avevano fatto loro. Perché loro declinavano la parola Liberazione in senso universale: la liberazione italiana dal nazifascismo come pezzo della lotta più grande di tutta l'umanità contro la violenza, la sopraffazione, la follia della guerra, l'ingiustizia, l'invasione", continua il ministro.