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La bibliofilia? Si cura a Milano

Apre la XIV Mostra del libro antico

“La bibliofilia? Dopo l’Amore, l’unica malattia dalla quale nessun malato vuole realmente guarire” aveva sentenziato D’Annunzio. E a Milano, nel prossimo weekend, avrà luogo uno dei momenti più elevati per curare questa singolare “affezione dell’intelletto e dello spirito”, come ebbe a definirla Francesco Petrarca: è la Mostra del libro antico, della quale nel Palazzo della Permanente di via Turati a Milano si tiene la XIV edizione il 14, 15 e 16 marzo.


Anche il Petrarca, alla pari di molti altri appassionati bibliofili, ammetteva con poetica rassegnazione la propria dipendenza da una simile malattia, in una famosa lettera all’amico religioso Giovanni Anchiseo, in cui gli chiedeva libri. …”Perché tu non mi creda libero ormai da tutti gli umani errori – scriveva Petrarca – sappi che ancora mi possiede un’insaziabile brama, che fino ad oggi non ho potuto davvero né voluto frenare: infatti mi scuso entro di me col dirmi che la brama di cose degne non è da ritenersi indegna. Aspetti che io ti dica di che genere di malattia si tratta? Ecco: non riesco a saziarmi di libri. E sì che ne posseggo un numero probabilmente superiore al necessario; ma succede anche coi libri come con le altre cose: la fortuna nel cercarli è sprone a una maggiore avidità di possederne”.

 

Ed è proprio Marcello Dell’Utri, ideatore e “anima” della Mostra dal 1990, a presentare la rassegna accanto a Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, a dare un’altra chiave di lettura della “malattia”. “Oggi in Italia – dice - il libro antico costa ancora molto poco rispetti ad altri oggetti d’antiquariato. Pensiamo ai prezzi di un avorio, di un dipinto, di un mobile del ‘400 o del ‘500 e confrontiamolo con quello di un libro della stessa epoca: non c’è paragone. E neppure c’è paragone con il godimento di oggetti e quello di un libro: superficiale e breve il primo; profondo, penetrante e senza fine il secondo. Il libro antico con il suo contenuto continua a parlarci, a portare immortalità e universalità alle idee dell’uomo. E con la sua forma di “oggetto stampato” ci tramanda la cultura e l’arte della tipografia: la carta, la legatura, il carattere, gl’inchiostri. Un patrimonio destinato a crescere di valore, anche venale, nel tempo”.

La Mostra del libro antico di Milano è un evento davvero straordinario: è l’unico luogo al mondo in cui, per tre giorni, è possibile vedere, leggere ma soprattutto toccare libri preziosi e, spesso, addirittura unici, che trovano posto solo nelle grandi biblioteche nazionali.

 

Tredici edizioni di successo hanno richiamato oltre 300 librerie antiquarie da tutto il mondo e un pubblico di diecimila visitatori l’anno. Questa  rassegna vedrà settanta espositori che proporranno migliaia di volumi per un’estensione temporale di oltre sei secoli, partendo dai manoscritti miniati e dagli incunaboli per giungere a libri di grande pregio del XIX Secolo e a prestigiose iniziative editoriali del  Novecento.

Dario Palma