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Powell: "Non c'è cooperazione"

Progressi ottenuti solo con le armi

"L'Iraq non sta collaborando pienamente, come richiesto dalla risoluzione 1441": questo il punto centrale intorno a cui è ruotato l'intervento di Colin Powell di fronte al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. "Certo ci sono dei progressi, ma ottenuti solo con la minaccia delle armi". Insomma Baghdad non avrebbe la volontà di disarmarsi veramente, secondo il segretario di Stato americano, e così facendo violerebbe la risoluzione.

"L'onere della prova non deve passare agli ispettori"
Per Powell era importante capire se l'Iraq abbia fatto la scelta di andare nella direzione di un immediato e completo disarmo, come imposto dalla risoluzione 1441. "Ho ascoltato bene Blix ed El Baradei, ha detto, sono lieto di sentire che ci sono stati dei progressi, ma tutto avviene ancora in modo confuso. L'iraq si rifiuta di offrire immediata collaborazione. Non c'è piena cooperazione., Se l'iraq volesse disarmarsi non dovrebbe preoccuparsi di eliminare unità mobili. Esistono strutture sotterranee, ne abbiamo le prove. Non si può guardare sotto ogni sasso, non si può consentire all'iraq di passare l'onere della prova agli ispettori".

"Quelle irachene non sono iniziative, ha continuato Powell, sono piccoli passi che avvengono solamente perché ottenuti grazie alla pressione delle armi o dalla volontà politica dall'Onu. In maniera riluttante e solo insomma con la minaccia della forza. Queste azioni non rappresentano una cooperazione immediata, quella chiesta dalla 1441". Powell si è detto lieto della distruzione dei missili Al Samoud 2, so che non sono stuzzicadenti, ma "io non so quanti missili ci siano, ha detto, quante infrastrutture ci siano per produrre missili, non identificate e non distrutte".