revisione del processo più vicina?

Garlasco, dallo scontrino all'impronta 33: tutti i punti del delitto che la nuova indagine mette in discussione

Al giro di boa la nuova inchiesta sulla morte di Chiara Poggi: la procura non ha ancora svelato tutte le prove raccolte, compreso il movente ipotizzato, ma alcuni elementi, se confermati, potrebbero riaprire interrogativi 19 anni dopo

© Tgcom24

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L’impronta 33 sul muro, le frasi, un nuovo orario che ricollocherebbe la scena del delitto. E poi c’è il movente, uno dei punti che non era mai emerso sul delitto di Chiara Poggi ma di cui, adesso, i magistrati che indagano Andrea Sempio per concorso in omicidio sarebbero certi. La procura di Pavia non ha ancora scoperto tutte le carte a carico dell’amico di Marco Poggi, unico indagato nel nuovo filone dell’inchiesta su Garlasco, ma nel giro delle prossime settimane il quadro complessivo delle prove di reato raccolte in questi mesi emergerà quando verrà notificato a Sempio l’avviso di conclusione delle indagini.

Un atto che con ogni probabilità sarà l’anticamera della richiesta di rinvio a giudizio da parte dei magistrati pavesi, che sembrano sul punto di chiedere, contestualmente, anche la revisione del processo che portò alla condanna di Alberto Stasi a 16 anni. 

L’impronta 33 sul muro -

 È tra i punti principali emersi nel nuovo filone dell’indagine: l’impronta 33 potrebbe appartenere ad Andrea Sempio. È quanto emerso dalla consulenza dattiloscopica della procura sulla traccia rinvenuta nella parete delle scale che portano al seminterrato della villetta dove Chiara venne uccisa. Come spiegò il procuratore Fabio Napoleone a suo tempo: "Le superfici delle pareti e del soffitto, nel primo tratto della scala che conduce alla cantina di casa Poggi, sono state trattate, nel corso delle operazioni tecniche e di repertamento eseguite in data 21 agosto 2007 dai RIS di Parma, con una soluzione di ninidrina spray al fine di evidenziare le impronte latenti". Ma la difesa di Sempio è sempre stata chiara sul punto: "Frequentava la casa".

Il nuovo orario -

 Le perizie tecniche ricollocherebbero anche l'orario del delitto. Quella eseguita dal medico legale Cristina Cattaneo individuerebbe l’orario della morte di Chiara Poggi tra le 10:30 e le 12, con una maggiore probabilità tra le 11 e le 11:30: una finestra temporale in cui Stasi era al Pc e lavorava alla sua tesi di laurea.

L'alibi nello scontrino -

 Lo scontrino del parcheggio potrebbe non dimostrare che Sempio fosse lontano dalla villetta di via Pascoli, come negli anni ha sempre sostenuto, e c'è una fonte ascoltata da chi indaga in proposito.

Il Dna sotto le unghie -

 La nuova perizia, depositata nell’incidente probatorio, indicherebbe che il Dna trovato sotto le unghie di Chiara Poggi sarebbe compatibile con la linea maschile della famiglia Sempio. Tuttavia, gli esperti hanno anche precisato che non è stato possibile individuare con certezza un singolo soggetto. Dai calcoli biostatistici emerge infatti un "supporto moderatamente forte/forte e moderato” alla compatibilità genetica, ma la relazione chiarisce che il risultato non consente di stabilire un’identificazione individuale.

Le chiamate -

 Sempio chiamò più volte il numero fisso dei Poggi nei giorni precedenti al delitto. Interrogato nel 2007 e nel 2008, spiegò di aver cercato l’amico Marco, ignorando che si trovasse in montagna, e di aver confuso altre volte il numero fisso con il cellulare. 

Bigliettini e frasi -

 In alcuni foglietti raccolti dagli investigatori ci sarebbero frasi che farebbero trapelare un turbamento, sebbene non vi siano riferimenti diretti all’omicidio di Chiara Poggi. Pezzi di carta, poi accartocciati e buttati, con parole che oggi sono al vaglio degli investigatori. Uno in particolare: "Ho fatto cose talmente brutte che nessuno può immaginare".

Inchiesta per corruzione -

 Accanto al fascicolo principale c’è l’indagine della procura di Brescia per corruzione che avrebbe portato all’archiviazione del 2017. Il padre di Andrea, Giuseppe Sempio, e l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti sono indagati. 

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