Cuori e relazioni

Coppia: perché è così difficile tagliare i ponti con il proprio ex

Un’indagine statunitense rivela che oltre la metà delle persone resta in contatto con uno o più dei propri ex partner anche dopo la rottura

© Istockphoto

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Rompere un rapporto di coppia dovrebbe essere un gesto definitivo, con un finale netto: dopo il confronto in cui uno dei due o entrambi i compagni decidono che la loro storia è conclusa, ciascuno se ne va per la propria strada, lasciandosi tutto alle spalle, senza più intrattenere nessun contatto con l’ex partner. È questo, tra l’altro, anche il modo migliore per superare il dispiacere per la conclusione di un rapporto e prepararsi eventualmente a un nuovo legame. Eppure, sembra che il fatto di lasciarsi tutto alle spalle e voltare pagina non sia così frequente e neppure così prioritario.

IL SONDAGGIO - Un'indagine statunitense su questo argomento ha preso in esame i comportamenti di oltre 2.300 persone: il 66% degli intervistati ha dichiarato di essere ancora in contatto con alcuni dei propri ex .Particolarmente legati alle proprie vecchie storie d'amore sono risultati i giovani della Generazione Z: il 28% di loro afferma infatti di essere in contatto con "la maggior parte degli ex" o addirittura “con tutti". I motivi per cui si resta in contatto sono diversi: si cerca in primo luogo di conservare almeno l’amicizia, oppure per una questione di abitudine, o anche nella segreta speranza di una riconciliazione. Paradossalmente, lo stesso sondaggio ha rilevato che oltre due terzi dei partecipanti si sentirebbe a disagio se scoprisse che il proprio partner mantiene stretti rapporti con una persona con cui è uscito in passato. Nello stesso tempo, però, il 57% ammette di aver paragonato almeno una volta il partner attuale a un ex.

IL TAGLIO NETTO, UNA MISSIONE IMPOSSIBILE - Questo distacco netto e “chirurgico”, che una volta era la regola, oggi sembra essere molto più difficile, se non impossibile. Anche se non ci si vede più e non ci si scrive in modo diretto, la vita dell’ex è in qualche modo sempre presente sotto i nostri occhi, attraverso le storie di Instagram degli amici in comune, gli aggiornamenti delle piattaforme social e i promemoria digitali che continuano a mostrarci anche quello che non vorremmo vedere.  La forza di volontà di chi si sforza di conservare la distanza è così messa a dura prova, soprattutto se, in fondo, l’idea di non avere più contatti con una persona che è stata così importante per noi ci appare insopportabile. Eppure, la consapevolezza di dover uscire da questo loop è chiaramente davanti agli occhi.  Come fare, allora, per arrivare al necessario distacco?

LE STRATEGIE DI SOPRAVVIVENZA SE LUI TI HA LASCIATA  – Innanzi tutto, l’idea di “restare solo amici” o “voler salvare il rapporto di affetto e di confidenza” è una trappola. Quando uno dei due ha sentimenti romantici, questi finiscono per sostituirsi a tutto il resto. Se il sentimento non è ricambiato, occorre allontanarsi senza esitazione: è l’unico modo per soffrire, e far soffrire, di meno.
- Silenzio assoluto: nessuna telefonata, né messaggio, nessuna risposta se è lui a chiamare e nessuna scusa per cercare di contattarlo. Se è necessario comunicare per questioni pratiche e indispensabili (casa, figli), cerchiamo di farlo in modo impersonale.
- Eliminare le tracce fisiche del partner perduto: per allontanare dal cuore il pensiero di un ex è indispensabile far scomparire dalla propria vista quante più cose ce ne richiamino la memoria. Facciamo piazza pulita in casa di foto, oggetti, souvenir delle vacanze e di tutto quello che può richiamare alla nostra memoria la relazione e l’ex-partner. Riorganizziamo la casa per quanto è possibile e trasformiamola in un ambiente a misura solo nostra.
- Luoghi e persone: cambiamo le abitudini, evitiamo gli amici in comune, facciamo di tutto per evitare gli incontri casuali: ogni contatto rallenterà il processo di guarigione. Evitiamo anche di parlare continuamente di lui con gli altri.

- Gestire la nostalgia: non è facile accettare il dolore che viene dalla fine di una relazione, eppure è necessario. In questa fase difficile occorre concentrarsi su se stessi, investire il tempo su qualcosa che ci fa stare bene, cerchiamo di farci nuovi amici.  
- Se il distacco ci sembra troppo duro: possiamo tentare un distacco a piccole dosi, almeno nella nostra mente, per non sentirci troppo sopraffatti. Cominciamo a imporci un “silenzio stampa” di un mese, senza contatti di alcun genere, per prolungare poi il periodo di altri 30 giorni. A quel punto dovremmo aver consolidato nuove abitudini capaci di farci sopportare meglio una vita in autonomia.
- La trappola della rabbia e del senso di colpa: non dobbiamo sentirci stupide o deboli se ci siamo innamorate e non dobbiamo sentirci in colpa se siamo state noi a troncare. È inutile anche restare aggrappati troppo a lungo alla nostra rabbia: essere in collera, se ci siamo sentite ingannate o tradite, è inevitabile e fa parte del processo di elaborazione del dispiacere. Accettiamo quindi la rabbia, ma dopo averla attraversata, impariamo a lasciarla andare.  
- E se è l’ex partner a darci il tormento: dopo aver messo in chiaro la nostra posizione, cerchiamo di allontanarci e di non far più sapere nulla di noi. Se la persecuzione dovesse continuare, non commettiamo l’errore di sottovalutare la situazione: se le indesiderate attenzioni si trasformano in stalking, se ci spaventano o ci turbano, non esitiamo a chiedere aiuto. Anche alla polizia se ci pare necessario: il numero di telefono sempre attivo in questi casi è il 1522.