Nelle ultime settimane, l'amministrazione di Donald Trump ha visto diversi cambiamenti di organico, dopo un anno di relativa tranquillità. L'abitudine del presidente ai "mini-rimpasti" è nota dal suo primo mandato, caratterizzato da un continuo turnover di alti funzionari, licenziati, dimissionari o trasferiti ad altri incarichi. Il primo alto funzionario a lasciare l'incarico in questo secondo mandato è stato Mike Waltz, che aveva il ruolo di consigliere alla sicurezza nazionale: il suo allontanamento è stato dovuto a una fuga di notizie militari riservate, poi Waltz è stato nominato ambasciatore alle Nazioni Unite.
L'ultimo, invece, in ordine cronologico, è il licenziamento del segretario della Marina John Phelan, dopo mesi di tensioni con il capo del Pentagono Pete Hegseth: secondo quanto riportato dai media americani, ad alimentare gli attriti sarebbero stati i suoi stretti rapporti con il presidente. Qualche giorno prima, invece, era stata la volta di una ministra, la segretaria al Lavoro Lori Chavez-DeRemer, allontanata dopo una serie di presunti abusi di potere, tra cui una presunta relazione extraconiugale con un subordinato e il consumo di alcolici durante l’orario di lavoro. L'allontanamento del segretario della Marina arriva a poche settimane di distanza dal licenziamento, sempre da parte del segretario della Difesa Hegseth, del più alto ufficiale dell'Esercito, il generale Randy George, oltre che di altri due generali di alto rango dell'Esercito stesso.
Pam Bondi e Kristi Noem -
E dopo la rimozione di due membri del Gabinetto in poche settimane: la sostituzione del Procuratore Generale Pam Bondi, a inizio aprile, e il licenziamento della Segretaria alla Sicurezza Interna Kristi Noem, a inizio marzo. L'allontanamento della prima dalla guida del Dipartimento di Giustizia è arrivato dopo settimane di tensioni con la Casa Bianca: secondo alcune fonti interne, Trump sarebbe stato insoddisfatto della gestione dei dossier politicamente più sensibili e della lentezza nel perseguire alcuni avversari. Tuttavia, il presidente l'ha comunque ringraziata ed elogiata per il suo lavoro. La seconda invece era stata rimossa appena un mese prima, dopo un periodo di forti tensioni: da diverso tempo, il suo operato era sotto osservazione per la gestione delle politiche migratorie e alcune operazioni federali come le uccisioni di civili da parte degli agenti dell'Ice a Minneapolis, nel Minnesota. Noem non è comunque stata allontanata completamente dall’amministrazione, ottenendo un nuovo incarico come inviata speciale.
Si tratta delle prime due uscite dal Gabinetto del secondo mandato, anche se diversi altri dirigenti hanno già lasciato i loro incarichi. Tra loro, non si possono non citare figure di primo piano come Vivek Ramaswamy ed Elon Musk, del Dipartimento per l'efficienza governativa Doge. Oltre a numerosi altri funzionari, la cui nomina è stata ritirata o interrotta dallo stesso Trump.
Gregory Bovino, comandante del Border Patrol -
Nel contesto del contrasto all'immigrazione, a fine gennaio era stato rimosso dal suo incarico anche Gregory Bovino, ex comandante del Border Patrol. L'allontanamento del capo degli agenti anti-immigrazione è stato legato alle polemiche seguite alle operazioni portate avanti a Minneapolis, degenerate nelle sparatorie mortali, in cui hanno perso la vita due civili, e in un aumento della pressione politica sull’amministrazione.
Susan Monarez -
Spostandosi invece al settore sanitario, Susan Monarez è stata licenziata dalla Casa Bianca nell'agosto 2025, poche settimane dopo la sua nomina alla guida dei Cdc, i centri che si occupano del controllo e della prevenzione delle malattie. La sua rimozione era stata seguita dalle dimissioni di diversi importanti funzionari dell’agenzia e, secondo due fonti anonime intervistate dalla Cnn, sarebbe stata decisa dopo giorni di pressioni interne esercitate dal vice capo dello staff di Robert Kennedy Jr. e di una sua stretta collaboratrice. Monarez ha però sostenuto di essere stata penalizzata per aver rifiutato direttive ritenute non scientifiche.
Gli altri licenziati -
Un trambusto amministrativo si è verificato anche all’Internal Revenue Service, l'agenzia governativa deputata alla riscossione dei tributi: Billy Long è stato allontanato nell'agosto 2025, restando in carica come commissario meno di due mesi, per essere poi destinato al ruolo di ambasciatore in Islanda. Un episodio avvenuto in un contesto di instabilità per l’agenzia fiscale, dovuta a frequenti cambi al vertice e tensioni con il Dipartimento del Tesoro. E' stata rapida anche l’esperienza di Cameron Hamilton come leader ad interim della Federal Emergency Management Agency (Fema), l’agenzia del Dipartimento per la Sicurezza Interna degli Stati Uniti, che ha sperimentato diversi avvicendamenti ai propri vertici.
Altri licenziamenti in vista? -
E secondo le indiscrezioni, non si possono escludere altri allontanamenti: il tycoon avrebbe valutato l'ipotesi di sostituire la direttrice dell’Intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, colpevole a quanto sembra di aver protetto un ex deputato repubblicano critico nei confronti della guerra contro l'Iran. E anche il nome di Kash Patel, direttore delle Fbi, circola da tempo come uno dei possibili prossimi "silurati". Patel sarebbe ossessionato dalla paura di essere licenziato, tanto che nei giorni scorsi, secondo nove diverse fonti vicine al Bureau, di fronte alla difficoltà ad accedere al sistema interno dell'agenzia, il direttore sarebbe andato in panico, convinto che gli fossero state disattivate le credenziali e quindi di essere stato rimosso dalla Casa Bianca, mentre si trattava di un semplice problema tecnico.