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Speciale Guerra in Iran
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Lascia il segretario della Marina americana | Gli Usa mandano indietro 31 navi, l'Iran sequestra due portacontainer

Il primo maggio il conflitto giungerà al suo 60esimo giorno e la legge prevede che il presidente richieda l'autorizzazione al Congresso per procedere alla chiusura del conflitto

© Afp

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Continua il conflitto in Medio Oriente. Le forze americane hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o di rientrare in porto, nell'ambito del blocco contro l'Iran. Lo ha reso noto il Centcom. Secondo il New York Times "la scadenza del primo maggio aumenta la pressione su Trump per chiudere in Iran". In quella data il conflitto giungerà, infatti, al suo 60esimo giorno e la legge prevede che il presidente richieda l'autorizzazione al Congresso per procedere. Il segretario della Marina americana, John Phelan, ha lasciato il suo incarico con effetto immediato. Lo ha comunicato il Pentagono senza fornire ulteriori spiegazioni sull'uscita. Phelan è il più alto civile in grado nella Us Navy e la sua uscita arriva nel mezzo del blocco nello Stretto di Hormuz. Il suo posto sarà affidato in via temporanea al suo vice Hung Cao. Secondo alcuni media statunitensi quella di Phelan non sarebbe una scelta ma un vero e proprio licenziamento da parte del capo del Pentagono, Pete Heghseth, ricollegabile a "mesi di tensioni". Oggi riparte il negoziato tra gli ambasciatori di Libano e Israele a Washington. Secondo quanto si apprende, Beirut avrebbe chiesto una tregua di un mese. La tv di Stato iraniana ha diffuso il video del sequestro di una nave portacontainer da parte dei militari del regime.

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23 apr 2026 09:44

Iran, le immagini del sequestro di una nave portacontainer da parte dei militari iraniani VIDEO 

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23 apr 2026 08:42

Libano, oggi riparte il negoziato: Beirut chiede tregua di un mese

L'incontro negoziale tra gli ambasciatori di Libano e Israele a Washington, il secondo tra le due parti dalla ripresa del conflitto, avrà inizio oggi alle 16 ora locale, le 22 in Italia (le 23 in Israele). I colloqui hanno luogo mentre è in vigore un fragile cessate il fuoco di 10 giorni, volto a sospendere i combattimenti tra Israele e Hezbollah, il movimento sciita sostenuto dall'Iran, fortemente voluto dal presidente statunitense Donald Trump e imposto il 16 aprile scorso. All'incontro dovrebbero partecipare l'ambasciatore Usa in Israele Mike Huckabee e l'ambasciatore Usa in Libano Michel Issa. Israele sarà rappresentato dall'ambasciatore negli Stati Uniti Yechiel Leiter, mentre per il Libano prenderà parte ai colloqui l'ambasciatrice a Washington Nada Hamadeh Moawad. Le richieste libanesi e la posizione israeliana Il Libano intende chiedere una proroga di un mese del cessate il fuoco, secondo quanto riferito da una fonte politica alla Cnn. Il piano di cessate il fuoco guidato dagli Stati Uniti prevedeva che Israele "si riservasse il diritto di adottare tutte le misure necessarie per autodifesa" e invitava il governo libanese a impedire a Hezbollah "di compiere attacchi, operazioni o attività ostili contro obiettivi israeliani". Ieri il presidente libanese Joseph Aoun ha riferito di "contatti in corso per prorogare il cessate il fuoco" che scade domenica prossima. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha dichiarato che il Paese non ha "gravi divergenze con il Libano" ed è disposto a "tendere una mano per la pace" a tutti coloro che la cercano. Sa'ar ha inoltre esortato il governo libanese a "collaborare" contro Hezbollah. Situazione sul campo rischia di complicare i colloqui Nell'ultima settimana, l'esercito israeliano e Hezbollah hanno lanciato attacchi, nonostante il cessate il fuoco. Il primo ministro libanese ha accusato Israele di crimini di guerra dopo che un raid aereo nel sud del Paese ha ucciso un giornalista e ne ha ferito gravemente un altro nella giornata di ieri, secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese. Le forze israeliane hanno ucciso almeno quattro persone nella regione meridionale in attacchi separati, secondo quanto riportato dai media statali libanesi. Gli attacchi hanno suscitato un'ondata di indignazione internazionale da parte di organizzazioni come le Nazioni Unite e il Comitato per la protezione dei giornalisti. L'ambasciata statunitense a Beirut sta esortando i cittadini americani a lasciare il Paese, citando i "persistenti rischi di terrorismo e rapimenti in tutto il Libano". Il Libano sta cercando da tempo di disarmare Hezbollah, in particolare vicino al confine con Israele. A gennaio, il Libano ha annunciato di aver completato la prima fase del suo piano per disarmare il gruppo militante sostenuto dall'Iran, ma Israele ha affermato che i progressi sono "lontani dall'essere sufficienti". Gli ultimi dati sulle distruzioni in Libano Oltre 62.000 abitazioni sono state distrutte o danneggiate nelle operazioni israeliane in più di sei settimane di combattimenti, ha dichiarato un funzionario libanese. "In quasi 45 giorni (di

guerra), abbiamo contato 21.700 case distrutte e 40.500

danneggiate", ha affermato il Segretario Generale del Consiglio

Nazionale per la Ricerca Scientifica (CNRS), Chadi Abdallah,

durante una conferenza stampa.

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23 apr 2026 06:46

Usa, il segretario della Marina statunitense lascia con effetto immediato

Il segretario della Marina americana, John Phelan, ha lasciato il suo incarico con effetto immediato. Lo ha comunicato il Pentagono senza fornire ulteriori spiegazioni sull'uscita. Phelan è il più alto civile in grado nella Us Navy e la sua uscita arriva nel mezzo del blocco nello Stretto di Hormuz. Il suo posto sarà affidato in via temporanea al suo vice Hung Cao. Secondo alcuni media statunitensi quella di Phelan non sarebbe una scelta ma un vero e proprio licenziamento da parte del capo del Pentagono, Pete Heghseth, ricollegabile a "mesi di tensioni" 

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23 apr 2026 06:43

Nyt: "Scadenza primo maggio aumenta la pressione su Trump per chiudere in Iran"

La scadenza del primo maggio potrebbe aumentare la pressione su Donald Trump per mettere fine alla guerra in Iran. Il primo maggio il conflitto giungerà al suo 60esimo giorno e la legge prevede che il presidente richieda l'autorizzazione al Congresso per procedere. Lo riporta il New York Times. Finora i repubblicani gli hanno consentito di muoversi liberamente, bloccando anche tutte le risoluzioni per i poteri di guerra presentate dai democratici. Ma il primo maggio è una scadenza sulla quale molti repubblicani non intendono soprassedere. Anche se le guerra contro l'Iran è iniziata alla fine di febbraio, Trump ha notificato formalmente al Congresso l'operazione il 2 marzo, facendo scattare il conteggio dei 60 giorni che cadono il primo maggio. Una volta superata la scadenza, le opzioni a disposizione del presidente per continuare la campagna senza l'autorizzazione del Congresso sono limitate. Trump ne avrebbe tre: chiedere al Congresso di continuare, iniziare a ridurre il coinvolgimento americano o concedersi un'estensione. La norma, infatti, prevede un'estensione di 30 giorni se il presidente certifica per iscritto che c'è bisogno di più tempo per facilitare il ritiro sicuro delle forze americane. L'estensione comunque non gli garantirebbe l'autorità di continuare l'offensiva. Il Congresso ha l'opzione in ogni momento di garantirgli esplicitamente il permesso di continuare la guerra approvando un'autorizzazione per l'uso della forza militare. Non è chiaro però se i repubblicani avrebbero o meno i numeri. Trump potrebbe poi decidere, come hanno fatto alcuni presidenti in passato, di ignorare le scadenze esponendo però il partito repubblicano a molti rischi politici. 

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23 apr 2026 06:41

Le forze americane ordinano a 31 navi di invertire la rotta per il blocco dei porti iraniani

Le forze armate statunitensi hanno costretto 31 navi a invertire la rotta o rientrare in porto nell'ambito del blocco dei porti iraniani, in gran parte petroliere. Lo ha reso noto il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom). Secondo l'ultimo aggiornamento diffuso dal Centcom sui social, "la maggior parte delle imbarcazioni ha rispettato le indicazioni" impartite dalle forze statunitensi. L'operazione coinvolge oltre 10.000 militari, 17 navi da guerra e più di 100 velivoli, a supporto del blocco dei porti iraniani.