Via libera alla fiducia sul decreto sicurezza con 203 sì, 117 no e 3 astenuti. Dopo giorni di alta tensione sulla norma che concede un incentivo agli avvocati per i rimpatri, la maggioranza blinda il provvedimento nella sua versione originaria con il primo voto alla Camera. Il correttivo, messo a punto dopo i rilievi del Colle, dovrà arrivare contemporaneamente alla conversione in legge: nella mattinata di venerdì 24 aprile, quando è previsto il voto finale, il Consiglio dei ministri si riunirà nella sala del governo a Montecitorio, per varare un nuovo decreto che modificherà l'articolo sui rimpatri. Il Capo dello Stato Sergio Mattarella attende i due testi sui quali farà le sue valutazioni entro sabato, si spiega in ambienti parlamentari.
Le coperture -
L'attenzione dei tecnici è focalizzata sulle coperture dal momento che si amplia la platea dei destinatari del contributo (615 euro per ogni procedimento) estendendola, oltre agli avvocati, anche ad altri mediatori e associazioni che potranno intervenire. Questo contributo sarà erogato anche se la pratica di rimpatrio volontario non andrà a buon fine.
Piantedosi "Norma verrà corretta mantiene utilità" -
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi difende il lavoro del Governo: "Il decreto correttivo prevede semplicemente un correttivo sulle osservazioni che ci sono pervenute dal Quirinale e, come abbiamo sempre fatto, teniamo in massima considerazione l'osservazione del Quirinale. La norma mantiene la sua utilità e la nobilità che volevamo conferirle, cioè di rilanciare un tema - quello dei rimpatri volontari assistiti - e lo faremo secondo le osservazioni che ci sono pervenute", assicura il titolare del Viminale.
Le opposizioni schierate all'attacco -
Il decreto Sicurezza "è un ulteriore decreto di propaganda sulla sicurezza che, come gli altri, non migliora la vita dei cittadini - afferma la segretaria Pd Elly Schlein - A questo hanno aggiunto un clamoroso pasticcio istituzionale: stanno per approvare una norma che dovranno correggere un minuto dopo con un'altra norma e il tutto grazie all'intervento del Quirinale altrimenti sarebbero andati dritti".
Giuseppe Conte prende la parola in Aula per un attacco frontale alla premier: "Meloni ha detto che" quella sugli incentivi per i rimpatri "è una norma di buon senso'", mentre configura "due reati: patrocinio infedele" e "corruzione. State costringendo gli avvocati a commettere due reati. Questo è il tentativo disperato di rimediare ai vostri fallimenti" sulla "gestione dei flussi" con "320 mila sbarchi", sui "salvataggi, sui rimpatri e sui centri in Albania...".
Altri due giorni di fuoco -
Intanto, dopo l'occupazione dell'emiciclo da parte dei deputati di centrosinistra, l'Aula di Montecitorio si prepara ad affrontare altri due giorni di fuoco prima del necessario via libera finale al dl sicurezza perché diventi finalmente legge. Ci sono da esaminare i 145 ordini del giorno presentati dalle opposizioni prima di arrivare al voto finale che approverà il testo in via definitiva. A quel punto la legge dovrà essere firmata dal presidente della Repubblica per la promulgazione e la conseguente pubblicazione in Gazzetta ufficiale. La dead line, pena la decadenza, resta quella del 25 aprile.