CONVOCATO DAL MINISTRO TAJANI

Insulti Meloni, ambasciatore russo alla Farnesina: "Mosca non ha offeso la premier"

Paramonov è stato ricevuto al Ministero degli Esteri. Tajani: "Gli insulti volgari, sessisti al primo ministro sono assolutamente inaccettabili"

© Da video

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L'ambasciatore russo a Roma Alexey Paramonov è stato ricevuto mercoledì mattina alla Farnesina, a seguito della convocazione voluta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani per protestare contro le dichiarazioni offensive del conduttore televisivo russo Vladimir Solovyov contro la premier Giorgia Meloni. "Ancora una volta le autorità diplomatiche italiane hanno preso una cantonata, convocandomi al Ministero degli Affari Esteri italiano": così l'ambasciatore aveva commentato sui social la sua convocazione alla Farnesina. "Meloni è - scrive - un Сapo di governo legittimo e nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti suoi o dell'Italia". "A nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente d'interpretare valutazioni personali di chicchessia come dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato".

Tajani: "Inaccettabili gli insulti volgari e sessisti" -

 "All'ambasciatore russo ho detto che è inaccettabile che un commentatore della televisione Russia 1, che è la televisione di Stato, usi un linguaggio volgare, inaccettabile nei confronti del Primo Ministro di uno Stato libero e democratico quale è l'Italia. Noi non ci preoccupiamo delle critiche politiche, ma gli insulti volgari, sessisti nei confronti del primo ministro sono assolutamente inaccettabili. L'abbiamo detto, l'abbiamo ripetuto", ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa. "L'ambasciatore russo ha detto che il potere non ha mai offeso nessuno, ma quando si parla attraverso la televisione russa, i canali ufficiali, è ovvio che noi non possiamo accettarlo", ha aggiunto.

La Farnesina: "Profonda indignazione" -

 A quanto apprende l'Ansa, la Farnesina ha manifestato profonda indignazione per le inaccettabili offese rivolte al presidente del Consiglio. Da parte sua, Paramonov ha detto di essersi chiaramente dissociato già martedì sera dalle affermazioni di Solovyov e lo ha fatto più volte durante l'incontro a fronte delle sollecitazioni. Secondo quanto riferito, l'ambasciatore ha aggiunto che il governo e le istituzioni russe non hanno mai, in alcun modo, attaccato la premier.

"Nessun rappresentante ha mai espresso giudizi offensivi" -

 "Giorgia Meloni - ha scritto l'ambasciatore russo in un lungo post su Facebook - è un Сapo di governo legittimo, sostenuto dal consenso popolare, guida il potere esecutivo italiano da quasi quattro anni e, per tutto questo tempo, nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti suoi o dell'Italia. A differenza di alcuni membri della leadership italiana che, talvolta, si permettono commenti e paragoni estremamente ostili nei confronti sia dei vertici russi, sia della Federazione Russa in generale".

"Il pretesto della convocazione al Ministero difficilmente - sostiene Paramonov - può rientrare nella prassi diplomatica generalmente condivisa. A nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente d'interpretare valutazioni personali, emotive e private di chicchessia come se fossero dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato. Tanto meno si dovrebbero attribuire alla leadership russa e all'intero popolo russo le opzioni lessicali e di registro utilizzate da un giornalista. Da parte sua, la Russia non ha mai sfruttato le dichiarazioni sulla Russia e la sua leadership, fatte da conduttori televisivi, blogger, giornalisti e artisti italiani, come pretesto per azioni diplomatiche o campagne diffamatorie anti-italiane".

"Azione di forze antirusse" -

 "A quanto pare - aggiunge l'ambasciatore russo - il tentativo di gonfiare quest'episodio fino a trasformarlo in uno scandalo internazionale e politico è il risultato dell'azione, all'interno del cosiddetto "stato profondo" italiano, di forze antirusse legate all'Ucraina. È evidente il tentativo di mettere i popoli della Russia e dell'Italia gli uni contro gli altri, d'indebolire i nostri contatti diplomatici, recando un ulteriore danno d'immagine alla Russia, forse per compensare i fallimenti in politica estera, tra cui la recente, poco riuscita visita di Zelensky a Roma. Infine, ma non di meno, si rileva un ulteriore tentativo di contenere il crescente numero di italiani favorevoli a una rapida normalizzazione delle relazioni bilaterali e al ripristino di una piena cooperazione economica e culturale tra Russia e Italia". 

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