Dal senegal al san gerardo di monza

Gemelline siamesi separate in un intervento di 40 ore: una si salva

Le piccole sono arrivate in Italia nel 2024. Dopo mesi di preparazione, nel 2025, l'operazione che ha visto impiegati decine di specialisti.

© -afp

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Un intervento di 40 ore al San Gerardo di Monza per separare le gemelline siamesi provenienti dal Senegal, un lungo processo che ha permesso di salvare la vita della piccola D., mentre la sorellina purtroppo non ce l'ha fatta.

Gemelline siamesi separate in un intervento a Monza -

 Ora la piccola D. sta meglio e ha già iniziato un percorso di riabilitazione che fino a pochi mesi fa sembrava impossibile. La sua storia e quella della sorellina T. è una storia che attraversa continenti, competenze e destini. Le due bambine, nate in Senegal, erano unite da una fusione cranio-encefalica tra le più rare e complesse mai documentate: ossa, tessuti cerebrali, vasi sanguigni intrecciati in un'unica struttura. Una condizione che nel mondo si presenta in un caso ogni 2,5 milioni di nascite e che, nella sua forma verticale totale, è ancora più eccezionale.

L'arrivo nel 2024 dal Senegal -

 Quando sono arrivate in Italia, nel luglio 2024, il loro viaggio era già straordinario. Un volo dell'Aeronautica Militare le ha portate dal Senegal a Milano. Un audit internazionale aveva indicato l'ospedale San Gerardo come il luogo giusto per l'operazione grazie a competenze neurochirurgiche e craniofacciali pediatriche di altissimo livello, unite alla capacità di lavorare in rete.

Un lavoro di squadra -

 Da quel momento è iniziato un percorso fatto di attese, interventi preparatori, simulazioni tridimensionali, riunioni interminabili e scelte difficili. Il Sistema Sanitario Lombardo ha messo in campo una rete di eccellenze, con una squadra che ha lavorato come un unico organismo, coordinata dalla Direzione Generale Welfare e dall’Assessorato regionale al Welfare.

L'intervento di 40 ore -

 Fin dall’inizio, le condizioni delle due bambine erano profondamente diverse. T., la più fragile, aveva una compromissione multiorgano severa ed era diventata dipendente dalla sorella per la funzione cardiocircolatoria. Nonostante questo, l'équipe ha scelto di tentare: offrire a entrambe una possibilità di sopravvivenza, anche se il rischio era altissimo. L’intervento finale è durato 40 ore. Due giorni e due notti in cui decine di professionisti - neurochirurghi, chirurghi craniofacciali, chirurghi plastici, anestesisti, rianimatori, cardiologi pediatrici, neuroradiologi, infermieri - hanno lavorato senza sosta, affiancati da specialisti statunitensi. Una vera e propria maratona chirurgica in cui ogni gesto era decisivo.

Una gemellina non ce l'ha fatta -

 Durante la fase più delicata, il cuore di T. non ha retto alla separazione vascolare. L'équipe ha lottato fino all’ultimo, ma la complessità della malformazione era troppo grande. La sua perdita ha segnato profondamente tutti. La piccola D., che ha superato l'intervento, oggi affronta un futuro che prima non esisteva.

La sorellina inizia la riabilitazione -

  La sua riabilitazione è appena iniziata, ma già rappresenta un traguardo: prima della separazione, le gemelline erano costrette all'immobilità; ora, per la piccola D., si apre la possibilità di muoversi, giocare, crescere.

Le parole dei genitori e dei medici -

  "Abbiamo incontrato persone eccezionali che ci hanno accompagnato in ogni momento", hanno raccontato i genitori delle due gemelline sottolineando il profondo legame umano che ha unito la famiglia ai medici in questi lunghissimi mesi. "Anche nel dolore, abbiamo trovato forza nella loro dedizione" hanno aggiunto. "Per oltre quattordici mesi abbiamo lavorato come una sola squadra", aggiunge l'équipe. "Abbiamo messo insieme competenze, esperienza e cuore, con un unico obiettivo: dare a queste bambine la migliore possibilità di vita".

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