Cinque Ministri dell'Agricoltura riuniti sotto lo stesso tetto per il taglio del nastro. Macfrut 2026 si è aperta martedì 21 aprile al Rimini Expo Centre con una cerimonia che ha dato la misura di quanto la fiera della filiera internazionale dell'ortofrutta si sia consolidata come crocevia diplomatico oltre che commerciale. A inaugurare la 43esima edizione il Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, affiancato dai suoi omologhi di Camerun (Achille Bassilekin III), Libano (Nizar Hani), Senegal (Mabouba Diagne) e Siria (Amjad Bader).
Il messaggio del Ministro -
"Macfrut è più di una fiera, è l'occasione per creare rapporti e rafforzare legami con altri Paesi del mondo", ha dichiarato Lollobrigida, ricordando gli investimenti del governo sul comparto: finanziamenti diretti sulle filiere e fondi PNRR che superano i 2 miliardi di euro, capaci di sviluppare quasi 3 miliardi di investimenti complessivi, cui si aggiungono interventi su energia, agrisolare e logistica. "È una filiera di qualità, capace di creare ricchezza, lavoro e sviluppo. Macfrut è la prova della nostra capacità di rappresentare un'opportunità per lo sviluppo di altre nazioni, come quelle africane o mediorientali".
L'ortofrutta tra competitività e geopolitica -
Il taglio del nastro è avvenuto all'interno del convegno promosso da ANBI "L'ortofrutta, tra competitività e geopolitica", moderato dalla giornalista del Sole 24 Ore Micaela Cappellini. Il presidente di Macfrut Patrizio Neri ha sintetizzato la visione della fiera in tre pilastri: "innovazione, sostenibilità e connessione". Sul fronte internazionale, il direttore generale di Agenzia ICE Lorenzo Galanti ha annunciato numeri da salto di qualità: 920 operatori esteri qualificati da oltre 80 Paesi, più del doppio rispetto allo scorso anno, per oltre 5mila incontri B2B già in agenda.
I dati Nomisma: un export che vale un quarto dell'agroalimentare -
Durante il convegno, Ersilia Di Tullio di Nomisma ha presentato un'indagine sulle sfide dei mercati internazionali. Il quadro: 150mila imprese coinvolte, 887mila ettari, 17 miliardi di euro di valore alla produzione, pari al 26% dell'agroalimentare italiano. L'export di ortofrutta fresca e trasformata nel 2025 ha raggiunto i 12,9 miliardi, con una crescita a doppia cifra negli ultimi sei anni sia per gli ortaggi (+38,1%) sia per la frutta (+37,1%). L'Italia è all'undicesimo posto mondiale nell'export di ortaggi e al dodicesimo nella frutta fresca. Due le criticità evidenziate: l'instabilità geopolitica, che incide sui costi delle catene logistiche, e il cambiamento climatico, con l'ortofrutta tra le colture più esposte alle emergenze fitosanitarie.
La voce delle Regioni -
Luca Sammartino, assessore all'Agricoltura della Sicilia — regione partner dell'edizione — ha rivendicato il nuovo ruolo dell'isola nella frutta tropicale: "Avocado, mango e papaya 'made in Sicily' rappresentano la nuova frontiera dell'agroalimentare regionale". Il presidente dell'Emilia-Romagna Michele De Pascale ha ricordato che il comparto regionale ha superato nel 2025 il miliardo e 446 milioni di valore alla produzione, annunciando investimenti sui "Frutteti protetti" e sul presidio delle politiche europee.