"Festeggia la laurea, rispetta la città". Parte da Padova, dove ha sede uno dei più antichi atenei italiani, la rivoluzione gentile dei neodottori. Si festeggia sì tra lo storico Palazzo Bo e i chilometrici portici patavini l'ambito traguardo raggiunto al culmine del percorso di studi, ma con moderazione. Al bando, dunque, i tradizionali lanci di uova e farina e i più rumorosi fuochi d'artificio: da Torino a Bari, le città universitarie corrono ai ripari e celebrano l'alloro a colpi di ordinanze comunali. Nel nome del decoro e della sostenibilità ambientale.
A percorrere lo Stivale, in lungo e in largo tra i party di laurea, dribblando divieti e polemiche e brindando a celebrazioni a impatto zero, ci ha pensato La Repubblica, che ha così stilato il decalogo sulla stretta alle feste di laurea. Città universitaria che vai, dunque, divieto che trovi.
© Withub
© Withub
A Venezia, per esempio, tutti i laureati si ritrovano in centinaia in piazza San Marco e Ca' Foscari ha bandito bombolette spray, trombette da stadio, fumogeni, bottiglie di vetro, coriandoli e panini. A ciò si aggiunge, dopo un decennio di polemiche, anche il decalogo stilato dall'associazione dei commercianti di piazza San Marco "per rispettare caffè, ristoranti, boutique, monumenti, gradinate. E la tranquillità dei piccioni", sottolinea La Repubblica. Niente più schiuma, allora, farina e coriandoli; basta rifiuti, plastiche e lattine abbandonati sulla pavimentazione di fine Settecento. E anche in Laguna, come a Padova, sono stati adottati slogan che esaltano il bon ton: "Festeggia con stile, la gioia non ha bisogno di urlare", "brinda con misura", "lascia stare i piccioni", "evita scherzi fuori luogo".
Più a Sud, a Bari, università e Comune cercano un accordo su un regolamento plastic free "per ridurre l'impatto ambientale" dei festeggiamenti. In piazza Battisti, tra l'ateneo e Giurisprudenza, "schierati persino gli agenti in borghese per multare chi sparava coriandoli", riporta La Repubblica.
Tornando di nuovo al Nord, a Varese nello specifico, ci ha pensato Uninsubria a vietare, assieme al materiale pirotecnico, anche cori e canzoni. Mentre a Torino il Politecnico distribuisce bolle di sapone contenute in barattoli in bioplastica al posto dei classici coriandoli e promuove "party a base di biscotti portati da casa".
Via le trombette anche all'università delle Marche.Tre regole a Verona: smaltire a parte i cartoni per non intasare i bidoni, usare le borracce e piatti riciclabili nei banchetti e quanto ai trasporti far uso di carpooling e mezzi pubblici. Alcuni divieti sono diffusi. A Parma, come altrove, non è consentito appendere volantini e manifesti su mura o alberi.