DA MATTARELLA DUBBI SULLA NORMA

Dl Sicurezza, nessun emendamento di maggioranza dopo l'altolà del Colle

Niente mediazione sull'incentivo agli avvocati di migranti che scelgono di tornare nei rispettivi Paesi. Duro il Pd: "Così si va allo scontro con il Colle"

© Ansa

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Nuovo colpo di scena sul decreto Sicurezza: quando tutto sembrava incanalarsi in un nuovo emendamento come emerso dopo l'incontro al Colle tra Mattarella e il sottosegretario Mantovano, è arrivato il contrordine. Il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni ha annunciato che il governo non intende presentare alcun correttivo sui compensi di 615 euro agli avvocati di migranti che scelgono di tornare nei rispettivi Paesi d'origine. Quanto ai rilievi sollevati dal Colle, viene spiegato da fonti di maggioranza, "si troverà una soluzione". Dura la protesta delle opposizioni, mentre sono ripresi i lavori in commissione: "Hanno deciso di fare un frontale con il Colle", dicono dall'opposizione.

L'ipotesi di una modifica da presentare nella riunione congiunta delle commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera per venire in contro alle sollecitazioni del Colle ha perso quota in considerazione del possibile muro delle opposizioni sul provvedimento nel suo insieme e dei tempi che - di conseguenza - si preannunciavano troppo stretti per un doppio passaggio parlamentare. La deadline per non far decadere il provvedimento è dietro l'angolo: sabato 25 aprile. Di conseguenza, salgono le quotazioni di un intervento in un prossimo Consiglio dei ministri: un nuovo decreto stralcio o, comunque, un correttivo dell'attuale decreto in discussione a Montecitorio che - stando alle ultime prese di posizione della maggioranza - dovrebbe proseguire comunque la sua corsa verso l'approvazione.

"Il governo e la maggioranza stanno andando deliberatamente allo scontro con il Colle - l'accusa del Pd per voce della capogruppo Chiara Braga -. Si tratta di un fatto molto grave: siamo davanti a una fibrillazione istituzionale senza precedenti. Le dichiarazioni del sottosegretario Molteni e dei Presidenti della Commissione Affari Costituzionali e della giustizia della Camera, che hanno annunciato l'assenza di emendamenti, confermano un atteggiamento inaccettabile forzando l'esame parlamentare e adesso anche i rapporti con il Quirinale. Governo e maggioranza stanno tentando, in modo evidente, di arrampicarsi sugli specchi sostenendo che non vi fosse alcuna volontà di intervenire sulla norma, quando i fatti dimostrano il contrario, a partire dall'incontro di oggi tra il Presidente della Repubblica e il sottosegretario Mantovano. Il Partito Democratico denuncia con forza questa deriva e chiede il ripristino immediato di un corretto e trasparente iter parlamentare. Non si può procedere prendendo in giro le opposizioni e ignorando le regole e il confronto".

"La destra sta cambiando nuovamente le carte in tavola, dopo due ore e mezzo di sospensione della commissione nega la volontà di presentare un emendamento che azzeri l'inaccettabile norma sull'avvocatura. È gravissimo, così governo e maggioranza preferiscono lo scontro con il Paese e ignorano il richiamo del Colle. Ancora una volta la destra sceglie di non mantenere il profilo costituzionale", puntano il dito i capigruppo di Avs in Commissione Affari costituzionali e Giustizia Filiberto Zaratti e Devis Dori.

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