"Siamo in una situazione emergenziale, perché questa, sommata a quella russo-ucraina, è la più grande guerra dal secondo conflitto mondiale che abbiamo intorno a casa". Così il presidente dell'Abi Antonio Patuelli, intervenuto al convegno "autonomia strategica Ue" organizzato nella sede del Parlamento Europeo a Roma. Patuelli ha evidenziato le ricadute economiche e sociali della crisi, sottolineando il bisogno di interventi immediati: "È necessaria una reazione in spirito di emergenza, abbiamo una emergenza economica-sociale da sventare in anticipo. I tempi non possono essere quelli ordinari, poiché si tratta di una situazione di emergenza internazionale, economica, sociale".
Preoccupazione è stata conseguentemente espressa da Patuelli anche riguardo all’inflazione: "Ha effetti non immediati, ma mette in difficoltà le imprese nel giro di qualche mese, con conseguenze a catena su famiglie e banche. E' una 'cattiva bestia' che indebolisce i più deboli e mette in atto conseguenze sui mercati". Sul piano delle soluzioni, il presidente Abi ha invocato un rafforzamento dell’integrazione europea: "Serve uno spirito come quello della pandemia, occorre attuare l’Unione dei risparmi e degli investimenti. C'è necessità anche di nuove risorse pubbliche, non bastano capitali privati". Due i messaggi rivolti a Bruxelles per fronteggiare immediatamente la crisi: "Occorre un nuovo Pnrr con debito pubblico europeo", innanzitutto. Poi l'invito a riconsiderare il vincolo dell’unanimità nell’UE, osservando che "se per creare l’euro avessimo atteso l’assenso di tutti, non lo avremmo da 25 anni», valorizzando, invece, il modello della cooperazione rafforzata.