Esiste un rapporto profondo tra guerra, tecnologia e finanza, tanto che l’innovazione militare ha spesso anticipato e contribuito a plasmare lo sviluppo economico industriale: è questo il punto di partenza del libro “Difendere il futuro”, edito da Egea e scritto da Enrico Della Gatta, vice presidente di Fincantieri per la funzione Defence Market Business Intelligence ed ex Ufficiale dell’Esercito con due decenni di servizio attivo in operazioni multinazionali. Nel testo viene sottolineato come oggi il capitale privato non sia un attore marginale, ma una leva strutturale della deterrenza e della sicurezza occidentale. E anche come la pace non sia un dato acquisito, ma una costruzione fragile, che richiede capacità industriale, innovazione tecnologica e capitale disposto ad assumersi il rischio del futuro.
Le parole dell’autore -
“La guerra è tornata”, ha spiegato Della Gatta. “Per l’Europa questa verità è uno specchio crudele. Non basta spendere di più: bisogna cambiare grammatica. Non basta evocare sovranità: bisogna costruire filiere resilienti, reti industriali e finanziarie innovative e capaci di reggere agli urti. Non basta guardare all’Atlantico in cerca di protezione: serve capitale coraggioso, in grado di tradurre l’urgenza strategica in innovazione scalabile”. L’autore ha aggiunto che “questo libro nasce da qui: dalla convinzione che la sicurezza non sia più soltanto questione di eserciti, ma di capitali. Non celebra la guerra, non la edulcora. Vuole mostrare, con analisi e casi concreti, come la vera partita del nostro tempo si giochi all’intersezione fra innovazione, industria e finanza. Perché senza capitale non c’è innovazione. Senza innovazione non c’è deterrenza. E senza deterrenza non c’è pace”.