A "Le Iene"

Morti in ambulanza, Luca Spada: "Mi è cascato il mondo addosso"

L'intervista a "Le Iene" prima dell'arresto dell'autista del mezzo della croce rossa: "Quello che raccontano è un prototipo che non è Luca"

© Da video

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"Per molti oggi sono il killer degli anziani, ma quello che raccontano è un prototipo che non è Luca. Quando è successo tutto questo mi è cascato il mondo addosso" dice Luca Spada, il 27enne ex soccorritore della croce rossa, arrestato per la morte dell'85enne Deana Mambelli. L'intervista esclusiva rilasciata a Roberta Rei, viene registrata poco prima che scattasse l'arresto nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Forlì, che lo accusa di aver provocato la morte di più pazienti anziani durante i trasporti in ambulanza.

L'autista nell'intervista a "Le Iene" rivendica il suo passato nel volontariato, iniziato a 14 anni, e precisa quella che è la natura del suo lavoro: "Si tratta di trasporti secondari, servizi gratuiti, non interventi d'emergenza ma trasferimenti tra strutture. Una sola persona è morta in ambulanza, le altre sono arrivate in ospedale. Io non ho seguito il decorso". E aggiunge: "Per ogni paziente ho attivato la centrale operativa del 118 appena ho avuto un sospetto".

L'inchiesta, che ha portato all'arresto di Luca Spada, è partita da un'altra autista di ambulanza che lavora in croce rossa nonché collega di Spada. "Quando sono iniziate queste cose non c'era un sospetto effettivo ma bensì il pensiero che avesse tutte lui le sfighe. Nel gruppo se ne parlava e cominciava a esserci un certo disagio nei suoi confronti. Anche perché faccio questo servizio da dieci anni e a me personalmente non è mai capitato neanche una volta di avere morti durante il trasporto in ambulanza" ha raccontato la donna.

Tutto cambia quando la collega trova una siringa da 20 ml nella divisa di Spada. "Strano – racconta – perché noi siamo tecnici, non sanitari. Quella siringa non doveva essere lì". Da quella segnalazione, condivisa con un conoscente carabiniere, prende forma l'indagine ed emergono altri elementi che la Procura considera rilevanti: pazienti descritti con parametri inizialmente stabili che peggiorano all'improvviso durante il trasporto, sempre con Spada da solo nel vano sanitario, quindi senza possibilità di controllo diretto da parte del collega alla guida. "Se mi chiudi il vetro o spegni la luce – spiega la collega – faccio più fatica a vedere cosa succede dietro". La stessa collega racconta quanto sia stato complicato arrivare a sospettare di lui. "È stato pesante anche per me crederlo". Poi aggiunge: "Ha una grande capacità di manipolare, è un insospettabile. Anche poco tempo fa mi faceva tenerezza, mi veniva voglia di abbracciarlo".