Il linfonodo ingrossato

Natalia Paragoni in sala operatoria per una biopsia: "Ho pianto"

L’influencer ha raccontato l’esperienza su Instagram, evidenziando la paura provata per se stessa e per la bambina che porta in grembo

© Instagram | Natalia Paragoni

© Instagram| Natalia Paragoni

Natalia Paragoni sta affrontando un periodo difficile. Attualmente incinta per la seconda volta, l’influencer si è recentemente dovuta sottoporre a una biopsia per comprendere cosa ha provocato l’ingrossamento di un linfonodo all’altezza del collo. Come raccontato dalla 29enne, la massa è comparsa circa un mese prima dell’operazione, svolta il 16 aprile, quando Paragoni non è stata bene.

La necessità della biopsia -

 L’ex partecipante di Uomini e Donne ha raccontato sui social la propria esperienza dopo la biopsia, ammettendo di aver scelto di aspettare fino all’ultimo prima di mettere i propri follower al corrente della situazione. "Da circa un mesetto, da quando mi ero ammalata forte, è uscito questo bozzo. Dall’ecografia che ho fatto la scorsa settimana è emerso che si tratta di un linfonodo ingrossato. Mi sono preoccupata, mi hanno detto di fare la biopsia. Stanotte non ho dormito per niente perché ho paura degli aghi ed ero anche agitata per la bimba". Nel video, l’influencer si mostra con un grosso cerotto poco sopra la clavicola.

Dopo aver chiesto dei pareri a un ginecologo, a un medico ecografista e a un chirurgo, Paragoni ha deciso di sottoporsi al prelievo di tessuto per comprendere la causa dell’ingrossamento del linfonodo. L’influencer ha ammesso che l’operazione si è rivelata meno invasiva di quel che si era immaginata, tuttavia a causa della paura e della tensione ha comunque vissuto dei momenti di panico durante i quali ha pianto molto. "L’infermiera mi ha tenuto la mano perché ero agitata e piangevo", ha raccontato. "Mi hanno prelevato il tessuto del linfonodo ingrossato, di 4 cm, e tra dieci giorni scopriremo di cosa si tratta".

Quali possono essere le cause di un linfonodo ingrossato? -

  I linfonodi, noti anche come ghiandole linfatiche, rappresentano una componente fondamentale del sistema linfatico insieme a vasi e capillari, e svolgono un ruolo chiave nelle difese immunitarie dell'organismo. All'interno di questa rete circola la linfa, un fluido ricco di globuli bianchi che attraversa il corpo raccogliendo anche sostanze di scarto provenienti dai tessuti, come l'anidride carbonica.

Distribuiti in diverse aree corporee - spesso in profondità e concentrati in zone come ascelle e inguine - i linfonodi hanno forma tondeggiante e dimensioni ridotte. Qui la linfa viene filtrata: entrando in contatto con eventuali agenti patogeni, attiva la risposta immunitaria permettendo all'organismo di contrastare infezioni o impedirne lo sviluppo.
Quando aumentano di volume, condizione nota come linfoadenomegalia, i linfonodi segnalano spesso la presenza di un'infezione batterica o virale oppure di un processo infiammatorio, sia acuto sia cronico. È il caso, ad esempio, di patologie come la tonsillite batterica o infezioni virali quali citomegalovirus ed Epstein-Barr. In queste situazioni, tendono a essere dolenti al tatto e di consistenza morbida.

Non sempre però la causa è infettiva: l'ingrossamento può essere legato anche a malattie autoimmuni o a patologie linfoproliferative e, più raramente, a forme tumorali, nelle quali i linfonodi appaiono generalmente più duri. In alcuni casi, anche l'assunzione di determinati farmaci, come alcuni antiepilettici, può determinare questo tipo di reazione.

Il fenomeno può interessare diverse zone del corpo e può accompagnarsi ad altri sintomi, tra cui dolore, sensibilità, febbre, mal di gola, naso che cola, gonfiore degli arti o sudorazioni notturne, variabili a seconda della causa sottostante.

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