C’è un’immagine che resta impressa più di tutte nel racconto di Tiziano Ferro: un albergo, la moquette, e lui a terra, ubriaco, incapace di rialzarsi. È da lì che parte la sua rinascita. Una confessione cruda che il cantante affida a un’intervista intensa, concessa a La Repubblica, firmata dallo psichiatra, psicoanalista e scrittore Vittorio Lingiardi.
Il momento più buio che diventa punto di svolta, l’inizio di un percorso che gli ha cambiato la vita. Oggi Tiziano Ferro guarda indietro e racconta quella caduta come il primo passo verso una nuova consapevolezza.
Il momento più buio e la scelta di cambiare -
"Ero a Milano, all’ennesima birra sono caduto per terra. Non riuscivo ad alzarmi”. È in quell’istante che Tiziano Ferro decide di chiedere aiuto. Scrive a un conoscente, si fa dare il numero di una psicologa e prende appuntamento. Senza esitazioni. "Ci sono corso, non ce la facevo più", racconta.
La psicoterapia arriva a 28 anni, in un periodo in cui il disagio era diventato insostenibile. Alla base, un nodo profondo: la difficoltà ad accettarsi. "Non mi piacevo, mi sentivo una persona sbagliata", ammette. Un malessere che si trascinava da tempo e che si intrecciava con altri problemi, tra cui disturbi alimentari e attacchi di panico.
La svolta, però, non è immediata. È un percorso lento, fatto di consapevolezza e fatica. Ma già la decisione di iniziare segna un cambio di direzione: "Ho iniziato a sentirmi meglio solo per il fatto di aver scelto di volermi bene". Due anni dopo arriva anche il coming out, nel 2010, un passaggio che definisce liberatorio ma doloroso, soprattutto per il clima che si respirava nel mondo dello spettacolo.
Tra fragilità e nuova consapevolezza -
Oggi Tiziano Ferro non nasconde le sue fragilità. Alcune, ammette, non spariscono mai del tutto. "Ci sono temi che restano, come il rapporto con il mio corpo". Ma è cambiato lo sguardo: meno giudizio, più accettazione. Una conquista che passa anche dallo studio. Durante il Covid si laurea online negli Stati Uniti, approfondendo proprio psicologia, addiction e disturbi alimentari.
La crescita personale si riflette anche nella vita privata. Padre di due figli, Margherita e Andres, Tiziano Ferro racconta un modo di essere genitore fatto di affetto ma anche regole. “Non voglio essere il loro migliore amico, voglio essere il loro padre”.
© Simone Di Luca
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