Caos a Washington

Trump sotto pressione: scandali sessuali al Congresso minacciano la fragile maggioranza repubblicana

Tra scandali e tensioni istituzionali, due deputati (uno repubblicano) hanno rassegnato le dimissioni. E non dovrebbero essere i soli...

© Tgcom24 |  Eric Swalwell e Tony Gonzales

© Tgcom24|  Eric Swalwell e Tony Gonzales

La crisi politica a Washington si aggrava. Agli scontri sui poteri di guerra e allo stallo sui finanziamenti per la sicurezza interna si aggiunge ora un'ondata di scandali sessuali che scuote il Congresso. Due deputati hanno annunciato le dimissioni, mettendo a rischio gli equilibri già precari alla Camera.

Dimissioni annunciate -

 Il primo a farsi da parte è stato il democratico Eric Swalwell. Il deputato, 45 anni e padre di tre figli, è accusato di stupro e molestie da almeno quattro donne. In un post ha comunicato la decisione di lasciare l'incarico, pur ribadendo la propria innocenza. Poche ore dopo è arrivato anche l'annuncio del repubblicano del Texas Tony Gonzales. La sua uscita di scena segue settimane di pressioni interne al partito, dopo aver ammesso una relazione con un'ex collaboratrice, poi morta suicida.

Equilibri fragili -

 Entrambi i deputati non hanno ancora formalizzato le dimissioni. La maggioranza repubblicana alla Camera resta infatti appesa a pochi voti: 219 contro 214. Fino all'addio ufficiale dei due membri uscenti, i numeri non cambiano. Nei prossimi giorni sono attese votazioni decisive, dai fondi per la sicurezza interna fino ai poteri militari del presidente. 

La falla si allarga -

 Intanto emergono altri casi che potrebbero allargare la crisi. Sotto i riflettori ci sono due deputati della Florida. La democratica Sheila Cherfilus-McCormick è accusata di aver usato per fini personali circa cinque milioni di dollari destinati alle emergenze. Lei respinge le accuse, ma la commissione etica ha già confermato gran parte dei capi d’imputazione. Un'udienza è fissata per il 21 aprile. Anche il repubblicano Cory Mills è sotto indagine. Le verifiche riguardano presunte violazioni sulle regole di finanziamento elettorale, uso improprio di risorse pubbliche e comportamenti violenti denunciati da due ex compagne.

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