SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE

Chimica verde ed economia circolare: così le bucce d'arancia diventano una risorsa

Il progetto Green Chemistry di Tech4You trasforma il pastazzo di agrumi in polifenoli, dolcificanti e biofertilizzanti attraverso un modello di valorizzazione a cascata

© Ufficio stampa

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Dalle bucce d'arancia può nascere una nuova economia circolare. È l'obiettivo del Progetto Pilota 3.5.1 Green Chemistry for Circular Economy dello Spoke 3 di Tech4You, coordinato dal professor Francesco Mauriello dell'Università Mediterranea di Reggio Calabria insieme a un team integrato di ricercatori delle Università della Basilicata e della Calabria.

Il progetto trasforma il pastazzo di agrumi — il residuo della produzione agrumicola — in polifenoli, dolcificanti a basso indice glicemico e nuovi prodotti ad alto valore aggiunto, applicando un modello sostenibile di valorizzazione a cascata. Una trasformazione che ribalta il paradigma: ciò che era scarto diventa materia prima. Con un potenziale industriale significativo, considerando che Calabria e Basilicata rappresentano circa un terzo della produzione agrumicola nazionale.

Il principio della cascata: estrarre valore a ogni passaggio -

 L'approccio a cascata consente di estrarre dalla biomassa, in modo progressivo, i prodotti a più alto valore aggiunto, per poi valorizzare anche tutte le frazioni residue fino alla completa conversione. Il processo si sviluppa attraverso fasi integrate: dal recupero di polifenoli per i settori nutraceutico e alimentare, alla produzione di zuccheri e alla loro trasformazione in sorbitolo e xilitolo, dolcificanti a basso indice glicemico.

Si arriva poi alla produzione di farine proteiche attraverso bioconversione con l'insetto Hermetia illucens — coordinata dalla professoressa Falabella dell'Università della Basilicata — e all'ottenimento di nuovi biofertilizzanti, coordinata dalla professoressa Muscolo, con prestazioni superiori rispetto ai concimi tradizionali in termini di fertilità del suolo e risposta delle colture. Le frazioni non ulteriormente valorizzabili vengono infine destinate alla produzione di biogas attraverso digestione anaerobica: un modello pienamente circolare.

Dalla ricerca alla tavola: biscotti a basso indice glicemico -

 I risultati del progetto si integrano con il lavoro del Progetto Pilota 3.4.3 coordinato dalla professoressa Mariateresa Russo dell'Ateneo di Reggio Calabria, focalizzato sul design di alimenti funzionali. I polifenoli e i dolcificanti ottenuti attraverso le tecnologie di chimica verde sono stati utilizzati per creare ricette innovative di biscotti della tradizione del Sud, caratterizzati da un bassissimo indice glicemico: un esempio concreto di come la ricerca possa arrivare direttamente sulla tavola.

Un modello replicabile oltre gli agrumi -

 Il modello sviluppato non si limita al pastazzo di agrumi. Si configura come una piattaforma replicabile ed estendibile ad altre tipologie di scarti agro-industriali, comprese biomasse lignocellulosiche e altri residui organici. La possibilità di combinare diverse matrici consente una valorizzazione completa delle risorse, aprendo la strada a nuove filiere in cui ciò che oggi è rifiuto diventa sistematicamente materia prima per i settori alimentare, chimico e agricolo.