
Omicidio Massa, i genitori di due giovani arrestati: "Non abbiamo insegnato loro a essere violenti" | Il 17enne fermato sarebbe un campione di boxe
Il padre di Eduardo si è offerto di pagare gli studi al figlio di Giacomo Bongiorni, rimasto orfano di padre. Sarebbe stato il minorenne campione di boxe a sferrare il colpo che ha fatto cadere a terra la vittima

Oltre alla famiglia e ai cari di Giacomo Bongiorni, che hanno perso un figlio, un padre, un compagno e un amico, ci sono altre due famiglie distrutte dal brutale pestaggio nel quale l'uomo ha perso la vita. Si tratta di quella di Alexandru Ionut Miron e di quella di Eduardo Alin Carutasu, i due giovani romeni arrestati dai carabinieri con l'accusa di concorso in omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Miron e Carutasu avrebbero colpito a ripetizione - insieme ad altri tre giovanissimi - il 47enne, anche quando era già a terra. "Siamo distrutti, non gli abbiamo insegnato a essere violenti, speriamo di poter chiedere scusa", sono le parole dei padri dei due indagati riportate dal Corriere Fiorentino.
Il padre di Eduardo: "Penso alla famiglia e al figlio di Giacomo" -
"Siamo distrutti. Io sono distrutto, mia moglie è distrutta. Noi chiediamo scusa alla famiglia per quello che è successo", afferma Gabriele, il padre del 19enne Eduardo. "Credo che debba essere successo qualcosa, loro dicono che si sono difesi. Io posso dire che non ho insegnato a mio figlio la violenza, mio figlio non è violento. Ma non è questo il momento di dire queste cose", spiega dopo aver tentato, da padre, di allontanare da suo figlio l'ipotesi che possa trattarsi di un ragazzo incline alla brutalità. "Il mio pensiero è alla famiglia di quell'uomo, al suo bambino che era lì", afferma il padre di Eduardo. Già, perché il figlio 11enne di Giacomo Bongiorni ha assistito direttamente al pestaggio e alla morte del suo papà.
"Pronto a pagare gli studi al figlio di Giacomo Bongiorni" -
Gabriele non si dà pace. Dice che vuole capire. "È tutto così assurdo, è tutto così terribile. Io voglio capire. Noi siamo lavoratori. Siamo devastati e pensiamo a quel bambino di 11 anni che ha visto morire suo padre", dice. Il padre di Eduardo spera, con il passare del tempo, di poter chiedere scusa direttamente ai genitori e ai familiari della vittima e di poter dare un contributo nella crescita del figlio di Giacomo. "Io farò di tutto per aiutare questo bambino di 11 anni, se i loro familiari vorranno io lo farò. Sono pronto a pagare tutti i suoi percorsi di studio", ha affermato.
Il padre di Alexandru: "Spero di incontrare la famiglia e chiedere scusa" -
Anche il padre del 23enne Alexandru Ionut è sconvolto da quanto avrebbe fatto il figlio. "Non so cosa pensare, come abbia potuto finire in una vicenda simile. Gli ho sempre insegnato che non doveva mettersi nei guai, di stare lontano da certi giri. Non è un cattivo ragazzo, lavora, non so cosa gli sia passato per la testa: forse ha visto il suo amico colpito e ha perso il controllo. Ma non doveva farlo, non gli ho insegnato questo, non si risolve qualcosa con la violenza. Ora quella famiglia è distrutta, voglio capire cosa sia successo, ma chiediamo scusa, siamo affranti. Ora non è il momento, ma un giorno spero di incontrare quella famiglia e di poterle chiedere scusa", ha affermato.
Il 17enne fermato sarebbe una promessa della boxe -
Sarebbe una promessa della boxe toscana lo studente di 17 anni fermato con l'accusa di concorso in omicidio aggravato dai futili motivi. Sarebbe stato proprio il minore a sferrare il pugno che ha provocato la caduta a terra di Giacomo Bongiorni. Il giovane è stato interrogato dai magistrati della procura di Genova che, in seguito all'interrogatorio, hanno scelto per lui la strada della reclusione in comunità. Per tentare di giustificare quanto accaduto, e soprattutto la sua reazione, il 17enne avrebbe detto ai magistrati di aver ricevuto una "testata sul naso da Bongiorni". Circostanza, quest'ultima, che i militari dell'Arma stanno tentando di approfondire attraverso la visione dei filmati delle telecamere di sicurezza che hanno ripreso la scena della presunta aggressione.
I numerosi successi sportivi del giovane -
Il minore, cinquantadue chili, ha all'attivo numerosi incontri e parecchie vittorie. Si era qualificato alla semifinale di boxe dei campionati giovanili italiani e, nel 2023 aveva vinto un importante torneo "dopo un importante match equilibrato e tattico". Fino allo stesso anno, il giovane ha militato nella Pugilistica Massese che, sulla propria pagina Facebook, ha comunicato la sua partecipazione alla fiaccolata di martedì sera in ricordo di Giacomo Bongiorni.
La difesa del 17enne: "Esiste una ricostruzione alternativa" -
L'avvocato Nicola Forcina, difensore di fiducia incaricato dai genitori del 17enne, sostiene che "c'è, esiste una ricostruzione alternativa", rispetto a quella del branco che avrebbe colpito dopo essere stato rimproverato. "Lui è molto provato, la situazione è importante, non è una delle migliori, ma esiste una ricostruzione alternativa che la difesa potrà proporre", nel corso del procedimento, ha affermato il legale. Riguardo all'autopsia, "ci siamo riservati la nomina di un consulente medico legale che valuterà poi la relazione del consulente della procura", ha aggiunto Forcina.