Gioie e dolori

Shopping d'impulso: perché continuiamo a comprare cose che non ci servono

Saldi e offerte vengono proposti di continuo, ma gli acquisti di impulso riempiono l’armadio e svuotano il conto corrente: qualche contromisura

© Istockphoto

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Lo shopping compulsivo, anche nei soggetti nei quali non costituisce una vera e propria dipendenza, è un meccanismo subdolo che riempie l’armadio di cose spesso inutili e svuota il conto corrente. Se una volta c’erano semplicemente i saldi, oggi ci sono le vendite promozionali di mezza stagione, gli “svuota tutto”, le offerte “3 per 2” che moltiplicano le tentazioni e ci spingono a comprare molto più di quanto ci serva realmente. A queste occasioni, a volte realmente convenienti, altre meno, ci spingono a portarci a casa tre camicie invece dell’unica che effettivamente ci serviva, perché “a quel prezzo non si lascia lì” e “in effetti non mi serve, ma non si sa mai”. Tutto questo alla lunga può comportare una vera e propria emorragia per la carta di credito, con il rischio di brutte sorprese a fine mese. Vediamo qualche contromisura, dato che un po’ di oculatezza è indispensabile in questo periodo di economia instabile.

QUAL È IL MECCANISMO CHE SPINGE ALL’ACQUISTO - L'impulso irrefrenabile ad acquistare sempre nuovi oggetti, anche di non immediata o dubbia utilità, ha il nome scientifico di oniomania o Compulsive Buying Disorder (CBD), in italiano shopping compulsivo. Si tratta di un meccanismo psicologico complesso che spinge la persona ad comprare sempre nuove cose, non per necessità o piacere, ma per alleviare tensioni emotive, stati d'ansia o un senso di vuoto interiore. Questo comportamento si configura come un disturbo del controllo degli impulsi e, spesso, come una forma di dipendenza comportamentale. Più comunemente e senza sconfinare nella patologia, il gusto e il piacere dello shopping, con quel lieve brivido che accompagna la scelta di un oggetto a cui diamo magari la caccia da tempo, prendono il sopravvento sulla reale necessità di quell'oggetto stesso. Questo specifico piacere generato dallo shopping d’impulso è correlato all'azione del cervello, il quale nell’atto di acquisto, rilascia dopamina e serotonina, neurotrasmettitori associati al benessere e alla felicità. Il processo, anche senza sconfinare nella patologia, funziona come una "ricompensa" immediata che riduce stress e ansia, generando un senso di controllo, autostima ed evasione temporanea dalle responsabilità quotidiane. Acquistiamo qualcosa perché desideriamo premiarci, oppure consolarci o ancora per farci un regalo, indipendentemente dall’utilità del bene acquistato: è l’atto del comprare in sé a darci piacere, più che l’oggetto che ci portiamo via.

QUANDO È IL CASO DI NON CEDERE – Resistere all'impulso di fare acquisti non deve essere considerato una punizione: è piuttosto una regola di buon senso, dettata dalla necessità di controllare le proprie spese e dalla disponibilità di spazio nel proprio guardaroba per contenere i beni acquistati.  Ci si può sempre concedere, di quando in quando, un pomeriggio di shopping improvvisato, per godere di quella particolare gratificazione. E per non mandare in tilt il budget domestico esistono una serie di contromisure a cui si può ricorrere se abbiamo necessità di tenere i conti sotto controllo. Ecco allora un piccolo vademecum per uno shopping responsabile e senza sensi di colpa.

-Davanti a un oggetto del desiderio, prendersi un po’ di tempo per decidere - L'acquisto di impulso di solito viene deciso in un paio di secondi. Davanti a una cosa che pensiamo di volere, prendiamoci invece un po' di tempo, specie se la voce della coscienza ci ricorda che non ne abbiamo alcun bisogno.  Rimandiamo l'acquisto al giorno successivo: in questo lasso di tempo, e passato l'impulso, potremmo renderci conto che quel bene in fondo non vale il prezzo richiesto e che magari non lo desideriamo neppure.

- Considera questi cinque aspetti 1. Tempo: lo desideravo da un po' o si tratta di un desiderio improvviso e nuovo?
2. Convenienza: posso permettermi l'acquisto o a fine mese sarò in difficoltà per pagare spese essenziali come bollette, spesa alimentare o rimborso di debiti?
3. Scopo: Si tratta di sostituire qualcosa di necessario (come un elettrodomestico rotto o delle scarpe consumate)?
4. Stato emotivo: sto comprando per noia, tristezza o eccitazione, oppure perché migliora davvero la mia vita?
5. Rimorso: mi pentirò di non averlo comprato se aspetto un giorno o una settimana? Se, dopo aver valutato attentamente questi aspetti, la propensione all'acquisto è ancora lì, è più probabile che si tratti di una decisione fondata e non di un acquisto impulsivo.

- Paga in contanti - Secondo alcuni studi, il fatto di pagare in contanti può aiutare a ridurre gli acquisti di impulso e dà maggiore consapevolezza della quantità di denaro che si sborsa a ogni acquisto. Quando si utilizza una carta di credito, invece, si ha l'illusione di disporre di fondi illimitati, mentre con i contanti si vedono fisicamente le banconote che escono dalle proprie mani.

- Cancellati dalle newsletter promozionali – Non essere troppo al corrente di promozioni e sconti può aiutarci a non cadere continuamente in tentazione e a fare acquisti in modo più consapevole

- Cancella i dati della carta di credito dai siti di e-shopping - Avere i dati della carta di credito e l'indirizzo di fatturazione già salvati nel carrello dei siti di e-shopping, fa sì che, dopo aver scelto un oggetto, basti cliccare su "conferma". Se invece dobbiamo inserirli ogni volta, abbiamo più tempo per valutare l'acquisto ed eventualmente cambiare idea.