Spese veloci, entrate incerte e debiti sempre più facili. La gen Z italiana, ovvero i nati tra la seconda metà degli anni '90 e i primi dieci anni del 2000, si muove su un equilibrio fragile: consuma più di tutti, ma è anche quella che fatica di più a far quadrare i conti, tra bollette non pagate, acquisti impulsivi e nuove trappole digitali. A far emergere il quadro di una generazione esposta su più fronti e fragile, che deve spesso rivolgersi alla famiglia quando le difficoltà aumentano, è l'European Consumer Payment Report 2025 di Intrum, multinazionale svedese specializzata nella gestione del credito.
Pagamenti a rischio e liquidità scarsa -
Il segnale più evidente arriva dalle difficoltà quotidiane: il 45% dei giovani dichiara di non riuscire a pagare puntualmente le utenze, spesso per mancanza di liquidità. Non è un episodio isolato, ma una condizione ricorrente che riguarda soprattutto chi è appena entrato nel mondo del lavoro. Redditi bassi, contratti discontinui e un costo della vita sempre più alto rendono complicato costruire una stabilità economica. Il risultato è un livello di stress finanziario più alto rispetto alle altre generazioni.
Il peso dei social -
A incidere non sono solo le condizioni economiche, ma anche la pressione sociale. I social network alimentano aspettative difficili da sostenere: il 71% dei giovani riconosce che mostrano stili di vita poco realistici. Eppure l’influenza resta forte. Quasi uno su due si sente spinto a conformarsi, mentre il 39% ammette di essersi indebitato proprio per stare al passo con ciò che vede online. Gli acquisti impulsivi, spesso legati a contenuti sponsorizzati, sono in aumento e contribuiscono a un rapporto più fragile con il denaro.
Abbonamenti e micro-spese -
Accanto agli acquisti immediati cresce un'altra forma di rischio: quella degli abbonamenti. Streaming, gaming, fitness e delivery generano costi ricorrenti che, sommati, possono superare facilmente i 100 euro al mese. È quello che nel report viene definito come "subscription deb": spese piccole, automatiche e spesso poco monitorate che finiscono per pesare sul bilancio. Il problema è la loro invisibilità: il rinnovo automatico riduce la percezione della spesa e favorisce un accumulo silenzioso.
Pagamenti digitali e rischio sovraindebitamento -
A rendere tutto più semplice e più rischioso sono gli strumenti digitali. Carte revolving e formule "compra ora, paga dopo" permettono di rimandare le spese, ma aumentano il rischio di perdere il controllo. Il debito si frammenta in micro-rate difficili da tracciare e può crescere senza essere pienamente percepito. Non a caso, sempre più giovani ricorrono a prestiti anche per coprire spese quotidiane.