Il ricordo

Massa, la compagna di Giacomo: "Massacrato a morte davanti ai miei occhi, dovevamo sposarci"

Gli amici del 47enne morto dopo esser stato aggredito mentre era con il figlio di 11 anni: "Non vogliamo crederci, aveva due passioni: il calcio, con la Fiorentina, e andare a cercare i funghi"

© Facebook

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"Dovevamo sposarci, lo hanno ammazzato davanti ai miei occhi". È sconvolta Sara Tognocchi, la compagna di Giacomo Bongiorni, l'uomo di 47 anni che è stato massacrato a morte da un gruppo di giovani, proprio mentre era con il figlio di 11 anni che ha visto davanti a sé quella scena di orrore e violenza per le quali è stato poi ricoverato all'ospedale sotto shock. "Ma come è possibile? Non si può morire così. Lo rivoglio tra le mie braccia". 

"Ditemi che è solo un brutto sogno" -

 Un fiume di lacrime, uno strazio infinito quello di Sara Tognocchi, la compagna di Giacomo Bongiorni, con cui sognava un futuro insieme: i due volevano sposarsi. "Eravamo nella piazza, li hanno circondati, picchiati. Ho iniziato a chiedere aiuto, il bambino cercava di alzare il padre da terra e sono scappata con lui per metterlo in salvo. È stato terribile. Siamo distrutti. Ditemi che è solo un brutto sogno", racconta la donna a Repubblica

Un ragazzo d'oro -

 "Era un ragazzo d’oro, dolcissimo, sorridente. Lo amavano tutti qui". Racconta a Il Tirreno Carlo Briglia, ex presidente della società di calcio San Vitale Candia e proprietario di una macelleria a Mirteto, quartiere di Massa dove era cresciuto e dove viveva Giacomo. Anche la moglie lo piange: "Non riusciamo ancora a crederci"."È cresciuto insieme a mio figlio, giocavano a pallone insieme, era sempre a casa nostra, racconta Briglia. Era veramente una persona amata da tutti qui a Mirteto. Non c’è una persona che ne parlerà male, è impossibile".

La passione per il calcio e i funghi -

 Giacomo aveva due grandi passioni. La prima era il calcio. Da giovane era portiere del San Vitale Candia, una squadra locale della provincia. Poi aveva lasciato i campi ma era rimasto un grande tifoso della Fiorentina. L’altra passione erano i funghi. Ogni stagione era nei boschi, a cercare di riempire ceste. "Non mi resta che dedicargli il primo fungo che troverò", racconta a Il Tirreno il suo compagno di avventure Alessandro Martinelli. Era una persona che non aveva mai creato dei problemi, semmai aiutava sempre il prossimo. È davvero inaccettabile morire così".

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