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Arezzo, morì in ambulanza travolta da un tir: la mamma di Giulia incontrerà il camionista che si filmava al volante

L'uomo ha patteggiato una pena di cinque anni. Il quattro agosto del 2025 provocò lo scontro con tre vittime: due volontari della Misericordia e un paziente

© Tgcom24

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Morì in ambulanza, travolta da un tir. L'uomo che lo guidava si stava filmando col cellulare. Giulia Santoni perse la vita così, a 23 anni, mentre stava indossando la divisa della Confraternita della Misericordia di Terranuova Bracciolini, Arezzo. Fu una strage quella del 4 agosto scorso in A1: tre vittime, due volontari e un paziente. L'uomo che era alla guida dell'ambulanza ha patteggiato una penna di cinque anni. Dopo l'epilogo in aula della vicenda, la mamma ha rivelato al governatore della Misericordia che vorrebbe incontrare il camionista che causò la strage. 

Le reazioni dopo la sentenza -

 Come riporta il Corriere di Arezzo, dopo la sentenza di patteggiamento a cinque anni di carcere, il mondo della Misericordia di Terranuova Bracciolini non commenta, in perfetto stile Misericordia. Il presidente Patrizio Italiano parla ancora di una "ferita aperta". “Non esprimiamo giudizi sul patteggiamento, ci siamo affidati alla legge e preferiamo tutti insieme tenere un atteggiamento discreto. Preferiamo sottolineare ancora una volta che la Misericordia è una comunità che si adopera per gli altri, per fare del bene”.

La mamma di Giulia: "Vorrei incontrarlo" -

 "E un giorno la mamma di Giulia” confida Patrizio Italiano al Corriere di Arezzo “vorrebbe conoscere il camionista che causò la strage”. Un gesto misericordioso. “Per chiudere il cerchio di questa storia che fa terribilmente male a tutti”.

Il maxi-tamponamento sulla A1 -

 Secondo quanto accertato dalla polizia stradale, il camionista avrebbe utilizzato il telefono cellulare per registrare video destinati ai social, in particolare TikTok, mentre era alla guida del mezzo pesante sull'A1 il giorno dell'incidente. Una distrazione che, secondo quanto riporta il quotidiano Il Corriere di Arezzo, sarebbe stata ritenuta decisiva nell'impatto contro il mezzo di soccorso: la procura ha contestato il reato di omicidio stradale plurimo aggravato dalla colpa cosciente, ritenendo che l'uomo fosse consapevole dei rischi legati al suo comportamento.

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