Nadia Desdemona Lioce corrisponde alla descrizione di un testimone del delitto D'Antona. La struttura fisica della brigatista, in base alle foto pubblicate da alcuni quotidiani, combacia con quella di una donna vista nei pressi del luogo del delitto del consulente del lavoro insieme a due uomini. Una donna dai fianchi larghi, "con un gran sedere". La testimonianza era stata resa a un pm del pool antiterrorismo circa un anno e mezzo fa.
Il pm Federico De Siervo e la Digos di Roma raccolsero la deposizione di un testimone che abita nei pressi di via Salaria. Nella dichiarazione il testimone riferiva di aver notato nel mese precedente all'agguato a D'Antona, avvenuto il 20 maggio del '99, tre persone sospette. Per tre volte, e sempre a tarda sera, due uomini e una donna, avevano percorso un tratto di via Adda, arrivando all'angolo con via Salaria, avevano raggiunto il posto dove D'Antona fu ucciso ed erano ritornati a piedi in via Adda, percorrendola fino all'altezza dell'hotel Albani. La donna stava sempre al centro tra i due uomini.
Dopo l'omicidio il testimone collegò quegli strani movimenti che aveva notato la sera tardi rientrando dal suo turno di lavoro e sospettò che si trattasse delle prove fatte dai terroristi per preparare l'attentato. Gli inquirenti sulla circostanza non si pronunciano, ma non è escluso che il testimone possa essere sentito dagli investigatori.