Dallo scorso ottobre il commerciante d'armi altoatesino Manfred Gruber si trova in un carcere federale negli Stati Uniti con l'accusa di aver esportato illegalmente munizioni per 540mila dollari tramite ditte italiane. Munizioni che, passando per il Kirghizistan, sarebbero poi arrivate in Russia. La notizia è trapelata in Italia sono nelle scorse ore.
Italiano in carcere Usa per export illegale di munizioni -
Secondo l'Fbi, Gruber avrebbe "facilitato una rete internazionale per rifornire illegalmente la Russia di munizioni americane durante la guerra in Ucraina, sfruttando le lacune normative in materia di licenze e ignorando le restrizioni all'esportazione per sostenere la campagna militare di una nazione avversaria".
"Gruber ha messo a rischio numerose vite fornendo illegalmente alla Russia munizioni di fabbricazione americana e di tipo militare per un valore di centinaia di migliaia di dollari, al fine di sostenerne l'offensiva bellica in Ucraina", ha dichiarato Roman Rozhavsky, vicedirettore della Divisione spionaggio e controspionaggio dell'Fbi.
L'indagine e l'arresto -
A quanto emerge dall'indagine, Gruber riusciva ad aggirare i limiti alle licenze facendo passare il materiale in Italia legalmente e poi, attraverso società di comodo, reindirizzandolo verso il Kirghizistan e infine verso la Russia. L'arresto è scattato mentre, ad autunno 2025, Gruber si stava recando a una fiera di settore a Washington, l'Ausa Annual Meeting & Exposition 2025.
Gruber si è dichiarato colpevole -
Ascoltato presso il tribunale federale di Brooklyn, l'altoatesino si è dichiarato colpevole di associazione a delinquere finalizzata alla violazione delle norme sul controllo delle esportazioni. In attesa di giudizio, resta rinchiuso nel carcere di Brooklyn. Nel gennaio 2026, Sergei Zharnovnikov, un presunto socio in affari kirghiso, è stato condannato a 39 mesi di reclusione dopo essersi dichiarato colpevole di aver violato l'Export Control Reform Act.
I messaggi -
Tra i documenti resi pubblici dal dipartimento di Giustizia americano dopo l'arresto del 61enne altoatesino, ci sono anche i messaggi scambiati con un presunto socio in affari. "Che tempi di consegna abbiamo per 100mila proiettili?", chiede lui. Gruber risponde con tre smile: "Mi daranno una risposta tra pochi giorni... devi consegnare loro tutto in una volta? Lo chiedo per via della possibile destinazione... Hanno beccato il distributore sloveno che aveva triangolato con la Russia". Replica il socio: "No, questa richiesta viene da un cliente armeno. Possiamo anche frazionare la spedizione". A questo punto Gruber commenta: "Direi che sarebbe meglio così, in modo che passi inosservata", aggiungendo un'altra emoji.