Reid Wiseman è nato nel 1975, ha passato la sua infanzia nei sobborghi di Cockeysville, Maryland, casette bianche, vialetti tra prati perfettamente rasati, biciclette, grigliate od ogni cliché che vi possa venir in mente sulla profonda provincia americana. Era l'inizio degli anni '80, in tv giravano le repliche della prima serie di Star Trek, il capitano Kirk, il vulcaniano Spock, il dottor McCoy e tutto l'equipaggio che esplorava le profondità dello spazio.
Ogni puntata si apriva con questa frase:
"Spazio: ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di nuovi mondi alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima".
Da Star Trek alla realtà -
Chissà se il piccolo Reid quando sognava di fare l'astronauta, di incontrare ET (come ogni bambino degli anni '80) ha mai sognato anche, sentendo la voce del capitano Kirk, di andare "là dove nessun uomo è mai giunto prima".
Il comandante Wiseman, nonché ingegnere, capitano e top gun della marina statunitense, ha impiegato una quarantina d'anni per passare dai banchi della Dulaney High School al sedile di comando della navicella Orion. Però c'è riuscito, insieme ai suoi tre compagni, ha realizzato il suo sogno da bambino, probabilmente è andato oltre ogni aspettativa. Non solo è diventato un astronauta, ma è l'essere umano che ha viaggiato più lontano dalla Terra.
Un record che nessuno potrà mettere in discussione, sempre che non facciate parte di quel 2% della popolazione mondiale che crede che la Terra sia piatta, 160 milioni di persone, non poche. Non è improbabile che capitan Wiseman seduto a un tavolino sotto il sole del Texas, davanti a un'orzata o una birra gelata, si senta dare del "patacca" (per chi non frequenta la Romagna significa "ingenuo", "sbruffone") o peggio, si senta accusato di essere colluso con le lobby che governano il mondo e vogliono convincere tutti con l'inganno che la Terra è rotonda.
Non è improbabile anche perché i 3 milioni di litri di carburante, tra idrogeno e ossigeno liquidi, che hanno spinto Artemis fuori dall'atmosfera, hanno fatto anche da booster alle teorie complottiste dei terrapiattisti di tutto il mondo, che si sono scatenati sui social in una nuova crociata contro Nasa, scienziati, astronauti, ma anche giornali, tv. Tutti complici del complotto globale per nascondere alle masse di creduloni l'unica verità: la Terra è piatta.
Terrapiattisti alla riscossa -
Certo se aveste del tempo da buttare potreste approfondire il corollario generato intorno alle teorie della Flat Earth Society (Associazione della Terra piatta) nata nel 1956, due anni prima della Nasa. Noi ci limitiamo a raccogliere le chicche dei profili più attivi in questi giorni. Gli "scienziati terrapiattisti", scusate l'ossimoro, si sono lanciati in complicate analisi su come il lato nascosto della Luna non fosse visibile in quanto scuro; quindi le foto non sarebbero state reali ma fatte su misura nei laboratori di Houston. I professionisti delle fake news giocano in questo caso sull'equivoco nascosto-scuro. Ma nella realtà il lato nascosto della Luna non è sempre nell'oscurità.
Come avvenuto ai tempi dell’allunaggio dell’Apollo 11, in questi giorni i complottisti sono tornati a parlare di una grande macchinazione per produrre una falsa missione Artemis. Se nel 1969 i responsabili avrebbero coinvolto i grandi studios hollywoodiani per costruire un set dove far fluttuare gli attori travestiti da astronauti, stavolta sarebbe bastato ricreare una finta navicella e richiudere all'interno Wiseman e compagni e giocare un po' con intelligenza artificiale e CGI. I terrapiattisti avrebbero smascherato il complotto grazie a sfarfallii dei monitor e disturbi che avrebbero rivelato l'uso del green screen. Sono dovuti intervenire gli stessi tecnici di Hollywood a supporto della Nasa dichiarando che la dinamica dei fluidi e la rifrazione della luce delle riprese interne ed esterne alla Orion sono reali e impossibili da replicare con gli effetti speciali.
L'esperienza di Guidoni -
Se dopo aver letto queste righe avete intenzione di ingaggiare discussioni con i terrapiattisti sui social sappiate che è inutile, risponderanno che il complotto coinvolge migliaia di persone e nessuna dimostrazione o smentita è ritenuta attendibile. Potreste ritrovarvi nella situazione descritta dall'ex astronauta italiano Vittorio Guidoni che si confrontò accompagnato dalle telecamere delle Iene con alcuni sostenitori italiani delle teorie terrapiattiste. Guidoni quando raccontò di aver viaggiato intorno alla terra a 27mila km/h; venne smentito dai suoi interlocutori, che dissero che era impossibile raggiungere quella velocità perché oltre i 5mila km/h l'astronauta si sarebbe trasformato in una scimmia. La chiosa di Guidoni ammutolito fu: "Con i terrapiattisti non si può parlare".
Forti di questa sentenza del nostro Guidoni, lasciamo in pace il protagonista della nostra storia, il capitano Wiseman (in inglese significa "uomo saggio") che dopo gli abbracci, le strette di mano, le interviste e le medaglie, se incontrerà un tipo strambo che gli dà del "patacca" continuerà a bersi la sua orzata o birra gelata che sia, sapendo che lui il lato oscuro della Luna l'ha visto davvero con i suoi occhi là dove nessun uomo è mai giunto prima.