Precipitati dal decimo piano

Gru cede e cade su gommista, morti due operai | Tre salvi per miracolo, protetti dagli pneumatici

A causare la tragedia sarebbe stato il cedimento del cestello. Ferito alla testa un dipendente del gommista adiacente ai lavori

© Ansa

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Sono caduti da una gru su cui stavano lavorando a Palermo. Due operai edili sono morti in via Ruggero Marturano, sul luogo sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco e i sanitari del 118 ma non c'era più nulla da fare. Un dipendente del gommista sottostante, su cui il pezzo di gru è crollato, si è salvato miracolosamente grazie ai copertoni che hanno attutito l'impatto. 

La dinamica e il ferito: "Poteva essere una strage" -

 Stando alla prima ricostruzioni, e per motivi ancora da accertare, il cestello dentro cui stavano lavorando sarebbe caduto finendo sulla tettoia del negozio del gommista. Nell'incidente sarebbe rimasto ferito anche un dipendente del negozio di pneumatici. Gli operai sarebbero caduti dal decimo piano mentre lavoravano alla ristrutturazione dell'edificio. "Il bilancio poteva essere più grave", ha raccontato un passante. "Uno dei gommisti di Gammicchia è rimasto ferito alla testa. Davvero una tragedia".

Chi erano le vittime -

 Si chiamavano Daniluc Tiberi Un Mihai, romeno di 50 anni, e Najahi Jaleleddine, tunisino di 41 anni, gli operai precipitati dalla gru. Nell'incidente è stato colpito alla testa dal crollo del cestello Emanuele Parisi, 34enne dipendente del gommista su cui la gru è precipitata. L'uomo è stato trasportato in ospedale a Villa Sofia con un trauma alla testa. Si sarebbe salvato, insieme ad altri due colleghi, grazie alle pile di copertoni che hanno attutito l'impatto.

Le parole del sindaco Lagalla: "Inaccettabile che si continui a morire sul lavoro" -

 "Palermo oggi si ferma, si raccoglie e si unisce nel dolore. Due lavoratori hanno perso la vita mentre svolgevano il proprio lavoro, in un contesto che dovrebbe essere sempre sinonimo di dignità, sicurezza e tutela", ha commentato il sindaco palermitano Roberto Lagalla. "A nome della città di Palermo esprimo il più sincero cordoglio alle famiglie delle vittime, alle quali ci stringiamo con affetto e partecipazione autentica in questo momento di dolore incolmabile. Non è accettabile che si continui a morire mentre si lavora. Il rispetto della vita deve essere sempre la priorità assoluta. Da questo dolore deve nascere un impegno ancora più forte affinché tragedie come questa non si ripetano mai più".

La reazione dei sindacati: "Ora indivuare i responsabili" -

 Anche i sindacati hanno espresso il loro cordoglio per la tragedia avvenuta a Palermo, e hanno chiesto di "far luce sull'accaduto" e di "individuare i responsabili". La richiesta esplicita è di "formazione, controlli anche dei mezzi e degli strumenti di lavoro, tutte cose che continuano a mancare in Sicilia". "Non ci stancheremo di batterci perché questa scia di sangue si arresti", ha detto il segretario confederale di Cgil Francesco Lucchesi. "Gli incidenti che si verificano in continuazione si continua a procedere a rilento con le verifiche. Si contano in tutta la regione meno di un centinaio di ispettori e questa è una lacuna che va colmata quanto prima". Anche le altre sigle hanno chiesto "controlli a tappeto sull'uso dei dispositivi di sicurezza, l'applicazione delle normative e dei giusti contratti che tutelano i lavoratori, un maggior numero di ispettori, una costante programmazione sul tema della prevenzione e della formazione rivolte sia ai lavoratori che ai datori di lavoro, un impegno comune tra le istituzioni e parti sociali per fermare la scia di sangue". 

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