Se nel Portico del Richini e nel Cortile d'Onore la materia al Fuorisalone 2026 si tocca e si ascolta, in altri spazi dell'Università degli Studi di Milano accade il contrario: la materia si smaterializza, diventa luce, dato, riflesso. Sono le installazioni di INTERNI MATERIAE che esplorano il confine tra fisico e digitale, tra ciò che si può afferrare e ciò che si può solo percepire.
Kaleido by Canva: l'intelligenza artificiale come caleidoscopio creativo -
Nella Hall dell'Aula Magna, MAD Architects (Ma Yansong e Andrea D'Antrassi) firma per Canva un ambiente immersivo dove luce, colore e intelligenza artificiale si intrecciano. Kaleido utilizza superfici trasparenti, pannelli colorati ed effetti di rifrazione per generare uno spazio dinamico in cui ogni intervento dà origine a esiti imprevedibili.
Il percorso si articola in quattro momenti: Reconsider, che invita a riconsiderare le percezioni iniziali sull'AI; Act, dove si sperimentano direttamente gli strumenti di Canva; Realize, in cui emergono possibilità creative inattese; e Share, spazio finale di condivisione. L'AI viene proposta non come elemento distante ma come prisma capace di amplificare immaginazione e connessioni tra persone, idee e tecnologie.
UN_Material: Piero Lissoni racconta l'anima invisibile di una barca -
Nel Cortile del Settecento, Piero Lissoni realizza per Sanlorenzo un progetto che ribalta il rapporto tra forma e sostanza. UN_Material nasce per raccontare SHE, imbarcazione heritage unica e sperimentale, mettendone in luce non lo scafo ma la dimensione più intangibile: la "spiritualità" del design, intesa come equilibrio tra forma, visione e innovazione.
L'installazione è composta da una sequenza di sezioni trasversali in scala 1:1 dell'intera barca, ciascuna rivestita di tessuto semitrasparente che crea un gioco di sovrapposizioni scenografico. I profili in metallo nero disegnano l'outline dello scafo, mentre un ledwall di circa 12 metri sotto il porticato completa l'esperienza. Il visitatore può attraversare ogni sezione, camminando lungo una pedana che segna simbolicamente la linea d'acqua: il confine tra la parte emersa e quella immersa.
Light Knot Progression: 280 metri di luce firmati BIG per Artemide -
Nel Loggiato Est, BIG – Bjarke Ingels Group firma per Artemide un'installazione che trasforma le undici campate del colonnato in una partitura luminosa. Light Knot Progression è una sequenza di nodi realizzati con un sostegno in alluminio e strip LED a emissione frontale, che si materializzano progressivamente lungo 280 metri passando da configurazioni semplici a intrecci sempre più complessi, fino a richiamare gli antichi nodi cinesi.
Come ha spiegato Jakob Lange, Partner e Head of BIG Products: il progetto vuole catturare il flusso naturale di crescita e connessione, rappresentando attraverso un unico segno continuo di luce l'evoluzione da geometrie elementari a strutture stratificate, nello spirito di Materiae e del suo incontro tra discipline diverse.
Il digitale come materia progettuale -
Ciò che unisce questi interventi è un'idea precisa: il digitale, la luce e l'immaterialità non sono l'opposto della materia ma una sua estensione. Alla Statale, nel contesto di INTERNI MATERIAE, il Fuorisalone 2026 dimostra che progettare oggi significa anche dare forma a ciò che non si può toccare.