La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento di arresto del presidente dell'associazione Palestinesi in Italia, il 64enne Mohammad Hannoun, così come quello di Ra’ed Dawoud, Yaser Elasaly e Ryad Albunstanji. Le ordinanze sono state rinviate a una diversa sezione del tribunale del Riesame di Genova, che a carico dei quattro aveva valutato l'accusa di finanziamenti ad Hamas. Hannoun era ritenuto ai vertici, anzi al vertice, di una presunta "cellula italiana di Hamas". Il Riesame ha ora dieci giorni per riesaminare il caso. In attesa di una nuova pronuncia del Riesame, Hannoun resterà comunque in carcere a Terni.
Le indagini, gli arresti e le accuse -
La Cassazione, inoltre, ha dichiarato inammissibili i ricorsi della procura di Genova contro la scarcerazione - stabilita dallo stesso Riesame - nei confronti del 48enne Raed Al Salahat e di Khalil Abu Deiah, rappresentante dell'associazione La Cupola d'Oro. Le indagini genovesi avevano portato in un primo momento all'arresto di nove persone, accusate a vario titolo di aver facilitato un flusso di denaro pari a circa 7 milioni di euro destinati ad Hamas, che l'Ue considera un'organizzazione terroristica. Hannoun si è sempre difeso sostenendo che fosse denaro "inviato in beneficenza" per la popolazione palestinese. In una delle intercettazioni, Hannoun avrebbe detto al telefono: "Noi ci sacrifichiamo con i soldi, loro con il sangue". L'accusa si era basata anche su una serie di documenti israeliani, che alla luce della sentenza della Cassazione è probabile siano stati definitivamente esclusi come fonte indiziaria, come già aveva disposto il Riesame di Genova in contrasto con i pm genovesi.