
Varese, fermato Elia Del Grande: ferito un carabiniere
L'uomo è stato arrestato con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali

Dopo tre giorni di fuga, alle 13.30 di mercoledì 7 aprile, Elia Del Grande è stato fermato. L'uomo, condannato per aver sterminato la sua famiglia il 7 gennaio del 1998, è stato fermato dai carabinieri di Gallarate mentre era alla guida di una Fiat 500 risultata rubata. I militari dell'Arma hanno intercettato la vettura lungo la strada provinciale 18 dove Del Grande ha tentato di eludere i controlli fermandosi sulla strada di accesso a un'abitazione privata. Gli agenti, notata la manovra sospetta, hanno avvicinato l'auto e, uno di loro, si è avvicinato al lato guida intimando all'uomo di scendere e tentando di sottrargli le chiavi della macchina. Durante quest'ultima operazione, Del Grande ha tentato un'ultima disperata manovra, venendo però immediatamente bloccato e provocando lievi lesioni a uno dei carabinieri. L'uomo è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali e condotto in carcere a Varese.
La seconda fuga il giorno di Pasqua -
Del Grande era fuggito domenica 5 aprile, a Pasqua, dalla casa-lavoro di Alba che doveva frequentare e dalla quale era uscito grazie a una licenza. Quest'ultima è stata la seconda fuga dell'uomo che, già il 30 ottobre scorso, era fuggito da una struttura del Modenese.
La libertà negata dal prossimo 13 aprile -
Condannato all'ergastolo in primo grado e a 30 anni in appello, Del Grande aveva iniziato a godere della semilibertà dopo aver scontato 26 anni e quattro mesi di carcere. In casa-lavoro era arrivato dopo la violazione della misura di sorveglianza. Decisione, questa, che l'uomo ha sempre contestato sostenendo di essersi rifatto una vita, con tanto di lavoro e di una compagna. La misura di sicurezza nei confronti dell'uomo era stata da poco prorogata per un altro anno. Lo scorso 26 marzo, infatti, la procura generale del Piemonte aveva infatti dato parere contrario all'azzeramento della stessa. Niente libertà, quindi, dal 13 aprile prossimo. Motivo, quest'ultimo, che avrebbe spinto Del Grande a darsi a una nuova fuga. "Il magistrato ha detto che è socialmente pericoloso, ma non lo è; ha voluto rinchiuderlo perché riteneva non fosse pronto a stare fuori. È un accanimento vero e proprio", ha detto la compagna, Rossella Piras, che lo scorso autunno è stata indagata per aver favorito la prima fuga del compagno.