La cucina può essere un momento di benessere e di relax, oppure un peso quotidiano da sopportare e dal quale rifuggire con qualsiasi escamotage, dalla pizza da asporto, al pasto pronto da farsi recapitare a domicilio, al toast da consumare in fretta davanti alla televisione. Dato che, dalla prima colazione alla cena, dobbiamo mangiare almeno tre volte al giorno, vale la pena imitare chi in cucina si rilassa e dichiara anche di divertirsi: qual è il loro segreto? E come fare a rendere piacevole e creativa la necessità di cucinare? Ci sono vari trucchi, anche per chi, con pentole e fornelli, si cimenta mal volentieri.
PERCHÉ TANTE PERSONE ODIANO CUCINARE – Per molto tempo la cucina è stata dipinta come il regno delle donne, in cui massaie provette sfornavano manicaretti deliziosi per la gioia della famiglia. Negli ultimi anni però le donne stanno combattendo duramente per affrancarsi dall’immagine di angelo del focolare e regina della cucina: lo dimostra il fatto che i numerosi programmi di cucina che riempiono i palinsesti televisivi, negli ultimi tempi sono più apprezzati dagli uomini che dalle donne. Cucinare è rimasto uno dei compiti più gravosi del ménage familiare, anche per la sua natura indispensabile. Cavarsela con onore e senza dovervi dedicare troppo tempo è diventato una delle migliori dimostrazioni di efficienza femminile. L’avversione che molte, soprattutto fra le più giovani, mostrano nei confronti della cucina sembra dipendere soprattutto dal rifiuto di un certo ruolo femminile nella società, che vuole la donna ancora relegata a mansioni di cura. Non è però l’unico motivo per cui in tante odiano cucinare: c'è chi si considera negata per i fornelli dopo qualche imbarazzante fallimento, chi preferisce dedicare il proprio tempo ad attività che considera più gratificanti, chi non ha la pazienza di soffermarsi sul "qui e ora" come invece la cucina richiede. In ogni caso, qualcosa ciascuna deve pur fare, per lo meno se il partner non accetta di farsi carico della mansione e se si vuole mettere in tavola una cena appena decorosa: sovvenzionare il ristorante o il take away quotidiano richiede un budget decisamente non per tutte le tasche. Vediamo allora di scoprire i segreti di chi in cucina si rilassa e apprezza la soddisfazione di preparare qualcosa di buono, da condividere con la famiglia, o anche solo da godersi per conto proprio la sera, alla fine della giornata di lavoro.
I SEGRETI DI CHI IN CUCINA SI RILASSA - Innanzi tutto, chi dice di rilassarsi davanti ai fornelli, non lo fa per un semplice modo di dire: cucinare può trasformarsi realmente in un rito di benessere che aiuta a trovare appagamento e serenità. Impastare, sminuzzare, assaporare i profumi che si sprigionano delle vivande in cottura, aspettare il momento in cui la preparazione è pronta insegna la pazienza e il valore dell'attesa, e regala la soddisfazione per la consapevolezza di aver fatto da sè qualcosa di buono dall'inizio alla fine. Uno dei motivi per cui cucinare si trasforma in un rito di benessere è che lavorare ai fornelli entra a far parte di un processo di radicamento nel momento presente, chiamato "grounding", o "messa a terra”, grazie al quale l'individuo si connette con il proprio corpo, e si radica con la realtà fisica e scarica al suolo tensioni e negatività, proprio come fa la “terra” nel caso dell’energia elettrica. In questo modo si impara a gestire l'ansia, fermare il ciclo dei pensieri negativi, si migliora la stabilità emotiva e consapevolezza sensoriale. Cucinare agisce come una forma di meditazione attiva e mindfulness, che coinvolge i cinque sensi e focalizza la mente sul momento presente: offre una gratificazione immediata e aumenta l'autostima nel vedere un risultato concreto. Tutto questo stimola la produzione di endorfine, i neurotrasmettitori del buon umore. Infine, ma non meno importante, preparare un piatto permette di avere il controllo su un processo, il che contrasta la sensazione di caos spesso legata allo stress.
COME TRASFORMARE LA CUCINA IN UN MOMENTO DI RELAX – Ecco allora qualche consiglio pratico per trasformare la preparazione dei pasti quotidiani in un momento di cooking therapy.
- Cerchiamo la disposizione d’animo giusta: affrontiamo le nostre prime esperienze in un momento in cui siamo nella giusta disposizione d’animo, di buon umore e senza essere incalzati dalla fretta. Dimentichiamo le convinzioni disfattiste come “non ne sarò mai capace”, o “combinerò un disastro”. Cerchiamo magari la compagnia di un’amica, brava ai fornelli, o iscriviamoci a un corso di cucina per principianti: potrebbe essere l’occasione anche per farsi nuovi amici.
- Partiamo da ricette semplici: inutile lanciarsi nella preparazione dell’anitra all’arancia, quando le nostre esperienze si fermano agli spaghetti in bianco e all’uovo sodo. Ad esempio, proviamo a cercare, magari in Rete, una buona ricetta per arricchire e migliorare un piatto che già sappiamo fare.
- Organizziamo con ordine e metodo la cucina: avere a portata di mano gli strumenti necessari è il primo passo per un risultato di successo. Inoltre, il semplice gesto di allineare sul tavolo gli ingredienti e gli utensili è un atto meditativo capace di creare equilibrio, allontanando il caos e il disordine mentale da cui spesso nasce lo stress.
- Coinvolgiamo i cinque sensi: oltre alla vista, che presiede a tutto il processo, la manipolazione degli alimenti stimola il tatto, i profumi sprigionati dai cibi e dalle cotture sollecita l’odorato, l’udito entra in gioco con il suono degli utensili sui recipienti (battere le uova, picchiettare il tagliere con il coltello mentre si sminuzza) e dalle voci delle varie fasi della cottura (l’olio che sfrigola, l’acqua che sobbolle). Prestiamo attenzione a tutti questi aspetti, come parte della nostra mindfulness.
- Semplificazione del lavoro: utilizziamo tutti gli strumenti che la tecnologia ci offre per rendere più veloce il lavoro: il forno a microonde, la friggitrice ad aria, gli sbattitori elettrici, il pimer.
- Condivisione: cucinare per gli altri o insieme ai propri cari, oltre a suddividere i compiti e a cacciare la sensazione di essere ai fornelli mentre gli altri si divertono, rafforza i legami e migliora l'umore.
- Siamo indulgenti con noi stessi: sei poi il risultato non è proprio all’altezza delle nostre aspettative, non sentiamoci troppo depresse, ma cerchiamo di capire dove abbiamo commesso l’errore: la prossima volta lo eviteremo e, con l’esperienza, avremo risultati sempre migliori.