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Pace, politici a digiuno

L'appello del Papa unisce Ulivo e CdL

Un digiuno bipartisan. Il mondo della politica unito dall'appello del Papa e dal desiderio della pace. Giovanni Paolo II mette d'accordo tutti cattolici e non, da Prc ad An. Dopo il sì di Bertinotti arriva quello di Andreotti: "Un sacrificio giusto". A distinguersi è però la Lega. Il capogruppo alla Camera Cè afferma: "Io non digiuno" e invita "la Chiesa a sottolineare anche quante vittime innocenti ha fatto Saddam".

E così dopo la grande manifestazione di Roma un altro evento mobilita il mondo politico. "Comincero' la giornata -dice Giulio Andreotti- ascoltando la messa del rettore della Pontificia Universita' Lateranense nella chiesetta della Camera, partecipero' alla preghiera della pace, e subito dopo comincero' il digiuno". Cosi' il senatore a vita annuncia la sua adesione all'appello del Papa.

"Un po' di preghiera - dice - fa bene a tutti, politici compresi. Non si puo' dare un'interpretazione politica di questo mercoledi' delle Ceneri, non e' un movimento di piazza per la pace". Quindi rigetta l'ipotesi che in questo modo la Chiesa possa sostituirsi alla politica. "Giovanni Paolo II - dice - sta cercando di scongiurare fino all'ultimo ilrischio che muoiano delle persone. Tutto cio' ha un valore morale, non si tratta di politica".

Le adesioni a questa astinenza finalizzata a scongiurare l'uso delle armi in Iraq sono, dunque, veramente le più variegate possibili. L'iniziativa indetta da Giovanni Paolo II raccoglie, infatti, consensi in tutti gli ambienti politici. Da Alleanza Nazionale ai Ds, da Bossi a Bertinotti.

Un vero e proprio evento bipartisan.

Sebbene la Lega sembra voler prendere le distanze. "Io non digiuno, non lo ritengo condivisibile e gli e' stata data una forte valenza politica. Noi non dobbiamo sottovalutare il rischio Saddam, dobbiamo fare pressioni affinche' venga disarmato". Alessandro Ce', presidente dei deputati della Lega, spiega la sua posizione e invita "la Chiesa a sottolineare anche quante vittime innocenti ha fatto Saddam, tra curdi, sciiti, con tutti i mezzi".

Il Papa con il suo appello e' riuscito a mettere involontariamente d'accordo tutti. Il gruppo di Rifondazione comunista alla Regione Lazio ha aderito e chiesto che il Consiglio Regionale sia presente in Piazza S. Pietro. "Riteniamo - ha scritto il capogruppo del Prc Salvatore Bonadonna, in una lettera al Presidente del Consiglio regionale Claudio Fazzone, all'Ufficio di presidenza e a tutti i colleghi capigruppo - che l'iniziativa del Papa sia di enorme importanza nel segno della pace e dell'unita' delle diverse fedi religiose su questo obiettivo. Il digiuno e la testimonianza per la pace e contro la guerra preventiva nei confronti dell'Iraq e' stato definito da Radio Vaticana 'un gesto dell'uomo di fede e dell'ateo'. Con questo spirito vi chiedo di convenire che il Consiglio regionale sia presente in Piazza S. Pietro anche con le insegne della Regione Lazio e la bandiera della pace".

Uniti nell'iniziativa, dunque. Fausto Bertinotti e il capogruppo alla Camera di Alleanza Nazionale Ignazio La Russa. Uniti non necessariamente dalla fede cattolica. E sebbene la schiera dei cattolici ad aderire sia nutritissima (Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, il leader dell'Udeur Clemente Mastella, il Presidente dell'Udc Rocco Buttiglione e il segretario dello stesso partito Marco Follini; il coordinatore della Margherita Dario Franceschini, Rosy Bindi e Roberto Formigoni), anche molti laici saranno della "partita". Bertinotti in testa, ma anche lo stesso ministro per le Riforme Umberto Bossi. 

Ci saranno poi il ministro di An Gianni Alemanno, Alessandra Mussolini e Luigi Ramponi.

Tra i Ds, è certa la partecipazione di Vincenzo Vita e Giuseppe Giulietti. Mentre Massimo D'Alema ha voluto specificare, pur non essendo credente, che ''troverà un modo per aderire''.

La Lega
"Bossi: si' al digiuno. Non e' solo in no alla guerra ma e' il linguaggio della tradizione cristiana sacrificata dal Concilio Vaticano II". E' il titolo al centro della prima pagina, accanto a una foto del Papa che bacia un neonato, che 'La Padania' dedica al digiuno per la pace indetto da Giovanni Paolo II.

All'interno, il quotidiano del Carroccio dedica una pagina al digiuno, definito come "un ritorno alla tradizione" e, per il segretario della Lega,"al linguaggio della tradizione della Chiesa, a San Tommaso e alla resistenza di Paolo VI sulla famiglia in contrapposizione al marxismo ed al '68". Un percorso ricostruito da un grande schema che, partendo dalle posizioni tomistiche e di Cartesio e Spinoza giunge ai giorni nostri attraverso il Concilio Vaticano II, definito come "l'incrocio della Chiesa con il '68" superato pero' dalla 'Humanae Vitae' di Paolo VI.

De Mita: digiuno, ma niente passerelle
"Digiuno anch'io, un po' perche' sono convinto di farlo, un po' perche' e' l'inizio della Quaresima: i due momenti coincidono", Nell'annunciare la sua adesione all'appello del Papa, l'ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita avverte pero' dai rischi di strumentalizzazioni e spettacolarizzazioni. "Il digiuno - sottolinea - non e' ne' un rito ne' uno spettacolo, ma una preghiera. Invece - lamenta De Mita - vedo molto forte in giro il rischio della passerella. Francamente - dice - voglio sottrarmi a questa sgradevole ribalta". Secondo De Mita, "il comportamento gridato e' tipico di quelli che recitano".