Roma dedica tra giorni al verde e al paesaggio in un momento in cui il cambiamento climatico si sta trasformando in una realtà tangibile, con il caldo estremo, la siccità e lo stress urbano che trasformano il modo in cui viviamo le città e incidono con forza sulla qualità della vita quotidiana. Per questo, il Festival del Verde e del Paesaggio non parla di ambiente in senso astratto, ma di come viviamo l’ambiente ogni giorno: nelle case, nei balconi, nelle strade, nel cibo. L’appuntamento è presso l’Auditorium Parco della Musica da venerdì 10 a domenica 12 aprile.
"Fare parentele” - L’equilibrio delle città, inteso come sistema di relazioni, in cui si intrecciano clima, acqua, suolo, vegetazione, materiali e comunità umane, diventa sempre più fragile: per questo è importante riflettere sul significato del paesaggio, considerandolo come luogo in cui ricostruire parentele ecologiche tra città e natura. “Fare parentele” è perciò il tema dell’edizione di quest’anno: “Fare parentele” significa riconoscere che la città non è soltanto un insieme di edifici e infrastrutture, ma un ambiente abitato da molte forme di vita: è il luogo in cui vivono, oltre agli esseri umani, alberi, animali, insetti, suoli vivi: tutti partecipano insieme agli equilibri urbani.
Il Festival del Verde e del Paesaggio esplora questa trasformazione attraverso tre azioni: osservare la natura per comprendere le interazioni degli ecosistemi; costruire nuove collaborazioni tra amministrazioni, professionisti e cittadini; progettare spazi capaci di offrire ombra, acqua, benessere e qualità della vita.
Un laboratorio a cielo aperto - Il programma 2026 si articola in incontri, esperienze, installazioni e percorsi che permettono a ciascun visitatore di trovare il proprio modo di abitare il paesaggio: per tre giorni il giardino pensile dell’Auditorium Parco della Musica si trasforma in uno spazio in cui osservare, capire e sperimentare come si costruiscono relazioni tra viventi.
Sei percorsi per vivere il Festival - il Festival propone sei modi per esplorare il paesaggio contemporaneo, dal giardino alla città, dalla casa al cibo, fino ai mercati e alle attività per famiglie:
- Ripensare la città - Le città non si trasformano solo attraverso grandi interventi, ma anche grazie ad azioni puntuali, capaci di ricucire il rapporto tra spazio urbano e natura: in questo senso, il verde non è da considerare come un abbellimento, ma come una vera e propria infrastruttura, alla pari di acqua e suolo, elementi essenziali per rendere i quartieri più vivibili. Con questa convinzione, architetti, urbanisti e ricercatori raccontano nuovi approcci alla progettazione urbana; nello spazio dell’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale si osserva la città da una prospettiva diversa: quella degli alberi che raffreddano le strade, degli orti che trasformano i quartieri, degli insetti che sostengono gli ecosistemi. Tra i momenti chiave, il confronto: “I pini di Roma. Simbolo da difendere o paesaggio da ripensare?”
- Coltivare il giardino - Il giardino è uno spazio vivo in cui si incontrano: specie, tempi naturali e pratiche di cura. Dal rapporto tra giardini storici e cambiamento climatico fino alla progettazione di terrazze e alla costruzione di giardini naturali, giardinieri, botanici e paesaggisti raccontano il giardino come laboratorio di convivenza tra natura e città. Una delle novità dell’edizione 2026 è il percorso dedicato ai balconi, con otto micro-paesaggi urbani che mostrano come trasformare piccoli spazi in ecosistemi vivi.
- Abitare la casa - La casa è un ambiente dinamico che influisce sul nostro benessere. Architetti e designer guidano il pubblico a ripensare gli interni come piccoli ecosistemi capaci di cambiare insieme a chi li abita, armonizzando la presenza di luce, piante, materiali e aria come elementi che contribuiscono all’equilibrio dello spazio domestico.
- Mangiare il paesaggio - Il cibo racconta territori, economie e culture perché mangiare non è solo nutrirsi, è una pratica quotidiana che costruisce relazioni. il Festival esplora il legame tra città e campagna, tra scelte alimentari e paesaggio, attraverso incontri e degustazioni. La tavola è uno degli ultimi spazi in cui possiamo ancora fermarci davvero, attraverso il semplice gesto di sederci insieme. Mangiare è anche condividere tempo, attenzione, relazione: Basta sedersi allo stesso tavolo, guardarsi in faccia e lasciare che il cibo faccia quello che sa fare meglio: creare legami.
- Passeggiare tra i mercati - I mercati sono luoghi di incontro e di scambio in cui vivaisti, designer e artigiani presentano piante, oggetti e materiali che raccontano nuovi modi di abitare la natura.
Tre gli spazi principali dove passeggiare, scoprire storie, fare domande e trovare ispirazione: Slow Plants Market, Outdoor Living Village e Organic Market.
- Esplorare in famiglia - Il Festival dedica spazio anche ai più piccoli, ispirandosi al libro “Il Barone rampante” di Italo Calvino nel quale lo scrittore racconta la storia di Cosimo, il ragazzo che un giorno sale su un albero e decide rimanere per sempre a osservare il mondo da lassù. bambini e famiglie possono partecipare ad attività di gioco e laboratori in cui osservare la natura come un sistema di relazioni: tra alberi, animali, vento e stagioni. Un modo per avvicinare i più piccoli alla natura attraverso l’esplorazione, il racconto e l’esperienza diretta.
L’installazione ORTO - L’installazione “ORTO" dell’artista Ciriaco Campus è uno dei progetti speciali della XV edizione, in cui cumuli di detriti edili formano strutture da cui emergono ortaggi vivi. Un’immagine potente che mette in relazione distruzione e rinascita, suggerendo che anche dalle macerie può nascere una nuova forma di vita.
Il programma completo è disponibile sul sito del Festival del Verde e del Paesaggio: www.festivaldelverdeedelpaesaggio.it/il-festival.