Ryanair ha ufficialmente interrotto tutti i voli da e per le Azzorre a partire dal 29 marzo, chiudendo completamente la propria operatività nella regione. La decisione riguarda sei rotte fondamentali e avrà un impatto significativo su circa 400mila passeggeri all'anno, che ora dovranno cercare soluzioni alternative per raggiungere una delle destinazioni naturali più apprezzate d'Europa. Alla base della scelta ci sarebbe un forte aumento dei costi operativi. La compagnia accusa ANA Aeroportos de Portugal di aver incrementato le tariffe aeroportuali dopo la pandemia. A questo si aggiungono ulteriori spese, come l’aumento dei costi per il controllo del traffico aereo e l'introduzione di nuove tasse sui passeggeri. Secondo Ryanair, questa combinazione rende le rotte verso le Azzorre economicamente insostenibili.
Il confronto con ANA e la nuova strategia -
Dal canto suo, ANA respinge le critiche, sostenendo che le proprie tariffe restano tra le più basse in Europa. Nonostante ciò, Ryanair ha deciso di ridimensionare drasticamente la presenza nell'arcipelago. Gli aeromobili verranno redistribuiti verso altri scali europei ritenuti più competitivi, con un aumento delle frequenze su tratte verso Malta, Marrakech e Budapest. La mossa rientra in una strategia più ampia della compagnia, orientata a privilegiare mercati con costi più contenuti.
Effetti su turismo e ambiente -
La decisione riaccende anche il dibattito sulle politiche ambientali europee, in particolare sul sistema EU ETS, che introduce costi legati alle emissioni di CO₂. Secondo Ryanair, queste misure penalizzano soprattutto le tratte brevi e le destinazioni periferiche come le Azzorre, riducendo la sostenibilità economica dei voli low cost.
Meno voli, prezzi più alti -
Per i viaggiatori, la conseguenza più immediata sarà una riduzione delle opzioni disponibili. I collegamenti con le principali città europee non scompariranno del tutto, ma saranno meno numerosi. Questo potrebbe tradursi in un aumento dei prezzi e in una minore accessibilità per turisti e residenti, con possibili ripercussioni sull’economia locale e sul settore turistico dell’arcipelago.