L'obesità infantile non è solo una questione di peso, ma una condizione complessa che coinvolge metabolismo, sistema cardiovascolare, fegato ed equilibrio psicofisico e rappresenta un problema di salute pubblica in costante aggravamento e che necessita di una prevenzione mirata da attuare attraverso un grande impegno educativo.
È questo il messaggio centrale del focus pubblicato, in occasione della Giornata mondiale della salute che ricorre il 7 aprile, da Fondazione Aletheia, che ha l'obiettivo di fare chiarezza sul forte legame che oggi unisce il cibo e la salute.
Sovrappeso e obesità in forte aumento -
A livello globale, il fenomeno dell'eccesso di peso è in forte crescita: è stimato che il 21% dei bambini tra i 5 e i 14 anni presenta questo problema, per un totale di 288 milioni di persone. La quota di obesità è più che raddoppiata rispetto al 2000, passando dal 4% al 10% nei bambini tra 5 e 9 anni e dal 3% al 9% tra i 10 e i 14 anni. In Europa, stime indicano che, su circa 470mila bambini tra 7 e 9 anni in 37 Paesi, il 25% presenta sovrappeso o obesità, mentre in Italia il 19% dei bambini è in sovrappeso e il 9,8% obeso, con un ulteriore 2,6% in condizioni di obesità grave. A questi fattori si aggiungono sedentarietà e uso eccessivo di schermi: i bambini meno sedentari mostrano minore adiposità viscerale e migliori parametri cardiometabolici. Il focus evidenzia come una maggiore aderenza alla dieta mediterranea è associata a biomarcatori cardiometabolici più favorevoli e a un minor rischio di sviluppare malattie croniche.
Il legame tra cattiva alimentazione e salute infantile -
Il focus di Fondazione Aletheia evidenzia un legame diretto e documentato tra cattiva alimentazione e salute dei bambini. Il consumo abituale di cibi ultraformulati è associato a: aumenti dell'indice di massa corporea, della circonferenza vita e della massa grassa; valori più elevati di glicemia a digiuno; livelli più bassi di colesterolo HDL ("buono"); possibili alterazioni del sistema immunitario e del microbioma, con aumenti del rischio di allergie e asma. Inoltre, anche le bevande iper-zuccherate e gli energy drink rappresentano dei fattori critici: nel primo caso perché il loro consumo è associato a obesità, insulino-resistenza, steatosi epatica e altre alterazioni metaboliche, nel secondo per i rischi legati a disturbi del sonno, tachicardia, ansia, problemi cognitivi e scolastici, fino a sintomi cardiovascolari e neuropsichici.
"La salute si costruisce fin da piccoli ed è per questo che garantire ai bambini del cibo sano e trasmettere loro gli orientamenti per una corretta alimentazione significa proteggere il loro futuro evitando che essi possano diventare potenziali pazienti di domani", ha affermato Alberto Villani, coordinatore funzionale dell'Area clinica pediatria universitaria ospedaliera Bambino Gesù e membro del Comitato scientifico della Fondazione Aletheia.