Social media e minori: il governo Meloni è pronto. Allo studio, misure per "impedire l’accesso a socialnetwork e piattaforme di condivisione video ai minori di età inferiore ai 15 anni". E' quanto si legge nell’articolo 7, comma 2, del disegno di legge licenziato dopo il vertice a Palazzo Chigi, organizzato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano con i ministri dell'Istruzione Giuseppe Valditara, degli Affari europei, Pnrr e Coesione Tommaso Foti, della Famiglia Eugenia Roccella e il sottosegretario alla presidenza con delega all'Innovazione tecnologica Alessio Butti, la viceministra al Lavoro Teresa Bellucci e rappresentanti del Mimit.
© Withub
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Lo stop dei social agli under 15 -
I ministri competenti si sono, dunque, riuniti con il sottosegretario Alfredo Mantovano per valutare interventi su giovani, digitale e social, anche alla luce degli ultimi drammatici casi di cronaca. Il testo del provvedimento sul tavolo - che Il Corriere della Sera anticipa - è ancora una bozza. Ma indica l’urgenza e la volontà politica del governo Meloni di "agire il prima possibile per proteggere i minori e i bambini davanti ai rischi dei social". L'accelerazione alle misure arriva dopo il caso della professoressa di francese accoltellata a scuola da uno studente 13enne a Trescore Balneario (Bergamo).
Il testo del nuovo ddl -
Al momento sono bloccati in Parlamento almeno due diversi ddl, di cui uno bipartisan. La discussione di fondo si muove intorno al "come". Intervenire sull’utilizzo dei social per i minori di 15 anni (che potrebbe scendere a 14) è raccontata come "un’esigenza non più rinviabile". Questo nuovo ddl — composto da dieci articoli, come riporta sempre Il Corriere della Sera — sarà sottoposto all’Agcom e alle authority interessate, dei minori e della privacy, per ottenere poi il via libera dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Si tratterebbe di andare oltre i "divieti accademici", per altro già in vigore anche se non rispettati, studiando maniere efficaci per la verifica di chi accede alle piattaforme. Senza arrivare a forme considerate "invasive" dal governo, come i controlli biometrici, sul modello australiano. Dopo l’intervento sull’accesso ai siti pornografici, arrivato con il decreto Caivano, e il parental control (il controllo dei genitori) è, dunque, in arrivo un'altra stretta che prevederebbe "l’introduzione di sistemi di controllo parentale obbligatori per i dispositivi in uso ai minori, sia mediante attivazione di profili rivolti ai minori all’atto della configurazione dei dispositivi, sia mediante l’attivazione di pacchetti junior dedicati ai minori da parte degli operatori: si tratta di uno strumento innovativo volto a bilanciare l’esigenza di regolamentazione con il ruolo educativo della famiglia".
I cui punti salienti riguardano, in primis, gli "obblighi" per produttori di dispositivi cellulari, distributori e rivenditori, operatori di comunicazioni elettroniche e famiglie, unici depositari della facoltà di disattivare i sistemi di controllo imposti ai figli minori. Secondo il ddl, i sistemi di controllo parentale devono garantire almeno la "limitazione dell’utilizzo del dispositivo alle sole chiamate telefoniche, inclusi i numeri di emergenza pubblica; l’uso limitato di servizi di messaggistica verso contatti autorizzati; il blocco di siti con contenuti pericolosi per lo sviluppo psicofisico del minore; la memorizzazione dei siti visitati".
Per l’accesso ai social network è previsto che "a decorrere dal compimento del quindicesimo anno di età è consentita l’iscrizione autonoma a tali piattaforme, ferma restando la possibilità di controllo e limitazione da parte di chi esercita la responsabilità genitoriale". I genitori inadempienti rischiano sanzioni amministrative.
Valditara: "Proteggere giovani da rischi del web" -
"Esiste un disagio che è in larga misura legato al mondo Internet e dei social. Ormai lo sostengono tutti gli esperti: i ragazzi si isolano in un mondo virtuale che rende problematico il contatto con la realtà, entrano in un mondo caratterizzato spesso da aggressività, odio, volgarità, spinte alla prevaricazione, senza contare i rischi del dark web. Come governo dobbiamo proteggere i più giovani dai pericoli dei social e del web". Così, intervistato da La Stampa, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara.
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"Stiamo studiando la soluzione tecnicamente più efficace per proteggere i più giovani dai rischi dei social e del web", aggiunge Valditara, sottolineando che "il governo presenterà una proposta tale da non consentire l'aggiramento di un divieto". E' un percorso, aggiunge Valditara, "di cura e attenzione per i ragazzi che abbiamo già avviato, tra i primi al mondo, quando abbiamo vietato l'uso del cellulare a scuola, introdotto il parental control nel decreto Caivano e il divieto di accesso ai minori si 18 anni ai siti pornografici".
Al governo "sono note le problematiche legate a forme di divieto come quelle previste in altri Paesi, stiamo lavorando per presentare una proposta che dia risultati tecnicamente efficaci", ha aggiunto Valditara, che si dice "ottimista perché esistono soluzioni praticabili e siamo determinati ad adottarle".
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Sensi (Pd): "Come per lo stop ai coltelli arriverà una misura fatta male" -
"Con il ban dei social per gli under 14 finirà come con i coltelli. Che tardi e male ci si metterà su la destra, torcendolo e intestandoselo. Proposte del Pd preparate seriamente e lasciate a mezza cottura, in balia del rilancio dell'anatra zoppa". Così su X il senatore dem Filippo Sensi.
Madia: "Su tutela minori da internet ripartire da proposta bipartisan" -
"Basterebbe ripartire dalla proposta bipartisan Madia- Mennuni -Malpezzi, che era a un passo dall'approvazione al Senato (già con l'ok della Comissione europea) finché ad ottobre Giorgia Meloni l'ha bloccata". Lo afferma sui social l'esponente del Pd Marianna Madia riferendosi alle misure per la tutela dei minori che utilizzano internet.