Lettera firmata anche dall'Italia

Tassa su extra profitti, la richiesta di cinque Paesi alla Ue: "Chi guadagna dalla guerra aiuti chi ci perde"

I ministri delle Finanze di Italia, Spagna, Germania, Austria e Portogallo hanno chiesto una misura come quella del 2022: "Diamo segnale di unità"

© Ansa

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Tassare gli extra profitti delle aziende energetiche, le cui tasche sono state enormemente favorite dalla crisi in Medio Oriente e dal corrispettivo aumento dei prezzi di carburante e gas. Lo hanno chiesto ufficialmente, con una lettera inviata alla Commissione europea, i ministri delle Finanze di cinque Paesi Ue. In particolare Italia, con Giancarlo Giorgetti, Germania, Portogallo, Spagna e Austria. "Sarebbe un segnale che siamo uniti e in grado di agire", si legge nel testo. 

"Chi guadagna con la guerra, alleggerisca il peso sugli altri" -

 Una misura doverosa e giusta per due differenti motivi. È questa una delle argomentazioni che i cinque ministri hanno sollevato davanti al commissario europeo per il clima Wopke Hoekstra nel messaggio scritto, datato venerdì 3 aprile. Da una parte, come ha anticipato Reuters, l’unità europea in un momento di crisi. Dall’altra, sarebbe un messaggio chiaro per le aziende energetiche: "Chi trae profitto dalle conseguenze della guerra deve fare la propria parte per alleggerire l'onere che grava sulla popolazione".

Il precedente del 2022: "Si elabori rapidamente uno strumento analogo" -

 Per supportare ulteriormente la proposta, i ministri hanno ricordato a Hoekstra di una simile tassa introdotta nel 2022 all’indomani dell’invasione russa in Ucraina, proprio per combattere l’esplosione alle stelle dei prezzi. "Date le attuali distorsioni del mercato e i vincoli di bilancio - si legge - la Commissione europea dovrebbe elaborare rapidamente uno strumento di contribuzione analogo a livello dell'Unione, fondato su una solida base giuridica". Nessun riferimento alle società che dovrebbero essere oggetto di una eventuale norma né a quanto ammonterebbe la tassa sugli extra profitti. Tutto verrebbe dunque lasciato in mano a Bruxelles, o comunque a future discussioni. 

Le altre misure del 2022 e la crescente preoccupazione -

 Nel 2022 l’Unione europea aveva deciso di adottare una serie di misure d’emergenza. Tra queste, oltre alle tasse sugli extra profitti, anche il tetto al prezzo del gas. Se quattro anni fa l’Ue si era scoperta eccessivamente dipendente dal gas russo, ora la questione si rinnova per il petrolio - e ancora per il gas - persico. Tanto che il commissario europeo all'Energia, Dan Jorgensen, ha affermato di essere particolarmente preoccupato per l'approvvigionamento di prodotti petroliferi raffinati come il carburante per aerei e il diesel.

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