Una cattedrale nel nord del Galles, un rito che risale al Medioevo e una spilla che racconta più di mille parole: il Giovedì Santo dei Windsor è stato un concentrato di storia, stile e simboli. Re Carlo e la regina Camilla hanno celebrato il Royal Maundy 2026 nella cattedrale di St Asaph, la più piccola del Regno Unito, portando per la prima volta questa cerimonia secolare nel nord del Galles.
Una cerimonia che non si vedeva dal 1210 -
L'ultima volta che il Royal Maundy si era svolto in territorio gallese era il 1982. Prima ancora bisogna tornare indietro di otto secoli, al regno di Giovanni d'Inghilterra. A St Asaph il sovrano ha consegnato le tradizionali monete commemorative - il cosiddetto Maundy Money - a 154 persone, 77 uomini e 77 donne, tanti quanti sono i suoi anni, scelte per il loro impegno nelle comunità cristiane.
Nelle borsette rosse e bianche distribuite dal re anche una moneta da 5 sterline per il centenario della nascita di Elisabetta II e una da 50 penny per i cinquant'anni del King's Trust, la fondazione fondata da Carlo nel 1976 per i giovani in difficoltà.
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Il look di Camilla e un omaggio alla regina scomparsa -
Camilla ha scelto un abito plissé blu navy con cappotto ricamato, completato dall'immancabile cappello. Ma il dettaglio che ha catturato l'attenzione è stato un altro: al petto portava una spilla di zaffiri e diamanti appartenuta a Elisabetta II, un tributo discreto e potente alla sovrana che l'ha preceduta. Un gesto che conferma come ogni scelta di guardaroba, a corte, sia anche un messaggio.
Pasqua a Windsor: agnello, uova di cioccolato e caccia al tesoro -
Domenica tutta la famiglia si ritroverà alla cappella di St George per la messa di Pasqua. Ci saranno anche William e Kate — titolari del titolo di principi del Galles dal 2022 - insieme ai figli George, Charlotte e Louis. Assenti, quest'anno, le principesse Beatrice ed Eugenie.
Dopo la funzione, pranzo al castello con l'imancabile agnello arrosto e, soprattutto, la caccia alle uova di Pasqua per i più piccoli: una tradizione che nella famiglia reale risale addirittura alla regina Vittoria, che nel 1833 raccontava entusiasta delle uova dipinte nascoste dalla madre. Una passione che Elisabetta II ha trasmesso fino ai pronipoti, lasciando sempre un piccolo regalo durante i soggiorni pasquali.