Il cerchio delle donne del presidente Usa potrebbe accusare un altro colpo: prima Kristi Noem, poi Pam Bondi, adesso potrebbe essere il turno di Tulsi Gabbard. Nelle scorse settimane, Donald Trump ha mandato a casa parte del suo entourage di fedelissime, a cominciare dalla segretaria per la Sicurezza nazionale, sollevata dal suo incarico all'inizio di marzo, per poi silurare, un mese dopo, anche la procuratrice generale. Adesso, il tycoon starebbe discutendo con i membri del suo gabinetto dell'ipotesi di sostituire la direttrice dell'intelligence nazionale, Tulsi Gabbard, colpevole - apparentemente - di aver protetto un ex deputato repubblicano critico nei confronti della guerra statunitense contro l'Iran.
I dubbi di Trump su Gabbard erano sorti già il mese scorso, quando - durante l'audizione sulle minacce globali al Congresso - si era rifiutata di condannare Joe Kent, capo del centro per l'antiterrorismo, che si era dimesso pochi giorni prima dopo aver sostenuto che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per gli Stati Uniti. E non solo: la stessa capa dell'intelligence Usa avrebbe mostrato scetticismo davanti alla decisione di entrare in guerra con la Repubblica Islamica.
Al momento, però, non è detto che la testa di Gabbard salterà: secondo il Guardian, non c'è un candidato di spicco per ricoprire l'incarico e i consiglieri hanno avvertito che creare una posizione vacante di alto profilo prima che sia pronto un successore potrebbe causare inutili distrazioni politiche. Ma il solo fatto che Trump ha consultato i suoi fa vacillare la posizione della capa dell'intelligence: è una pratica a cui l'inquilino della Casa Bianca ricorre, di solito, quando valuta realmente un cambio nel suo staff.
Interrogato domenica 29 marzo sulla sua fiducia in Gabbard, Trump ha detto ai giornalisti - a bordo dell'Air Force One - che "il suo modo di pensare è un po' diverso dal mio, ma questo non significa che non sia in grado di svolgere il suo incarico". Parole che non confermano, né smentiscono le sue intenzioni riguardo a un probabile sollevamento dall'incarico. Con Gabbard in bilico, del circolo più stretto delle fedelissime del presidente Usa, resta per ora saldamente in carica soltanto la portavoce della Casa Bianca, Caroline Leavitt.