Stretta repressiva

Iran, arrestata in casa l’avvocatessa Nasrin Sotoudeh simbolo dei diritti umani

La legale iraniana è stata prelevata a Teheran senza informazioni sulla detenzione, mentre crescono arresti ed esecuzioni legati alle proteste

© Ansa |  Nasrin Sotoudeh 

© Ansa|  Nasrin Sotoudeh 

Le forze di sicurezza iraniane hanno arrestato Nasrin Sotoudeh nella sua abitazione a Teheran, portando via anche computer e telefoni. L’operazione è avvenuta di sera e senza fornire dettagli sul luogo di detenzione, lasciando la famiglia senza notizie. "Abbiamo appena saputo che la mamma è stata arrestata ieri sera mentre era da sola", ha scritto la figlia Mehraveh Khandan su Instagram. "Quando i parenti sono andati a casa, abbiamo scoperto che erano stati confiscati dispositivi elettronici, inclusi i computer portatili e i telefoni di mamma e papà. La mamma non si è fatta sentire finora e non abbiamo informazioni sull'agenzia che ha effettuato l'arresto". Solo due giorni fa Sotoudeh aveva espresso dure critiche al regime.

Figura simbolo -

 Avvocatessa e attivista, 62 anni, Sotoudeh è da anni una delle voci più note nella difesa dei diritti umani in Iran. Arrestata più volte, nel 2019 era stata condannata a 33 anni di carcere e 148 frustate per aver difeso le donne. Nel 2023 era finita di nuovo in prigione durante le proteste contro l’obbligo del velo, per poi essere rilasciata su cauzione.

Premi internazionali -

 Nel corso della sua carriera ha ricevuto importanti riconoscimenti, tra cui il premio Sakharov del Parlamento europeo nel 2012 e il Right Livelihood Award nel 2020. È apparsa anche nel film "Taxi Tehran" del regista Jafar Panahi. Il marito, Reza Khandan, è detenuto dal dicembre 2024 per il suo impegno a favore dei diritti delle donne. 

Repressione crescente -

 Negli ultimi giorni sono state eseguite diverse condanne legate alle proteste antigovernative. Tra i casi più recenti quello del giovane Amirhossein Hatami, 18 anni, giustiziato per impiccagione dopo accuse legate a un attacco contro un centro militare. Secondo la giornalista Masih Alinejad, il giovane non avrebbe avuto "nessun avvocato" e nessun processo equo, solo "una confessione estorta" dopo varie torture. 

Ti potrebbe interessare